F1 | Vettel: così non va, addio anticipato?

Domenica scorsa, in Austria, Sebastian Vettel di nuovo ha commesso un grave errore in gara. Mai competitivo, schiacciato dal confronto con Leclerc, sconfortato e deluso alla stampa ha rilasciato dichiarazioni pesanti: “Macchina inguidabile, contento d’essermi girato solo una volta”.

| di Alessandro Francese

Che i rapporti fossero tesi lo si era capito. Che la situazione stia precipitando è evidente. Tra Sebastian Vettel e la Ferrari il rapporto è ai minimi termini, oserei dire di reciproca obbligata sopportazione. Già nella conferenza stampa Vettel aveva rilasciato dichiarazioni forti e discordanti nei confronti della Scuderia riguardo il mancato rinnovo.

Domenica di nuovo un errore, grave. Se ne è parlato poco ma è stato qualcosa di visto e rivisto. Vettel tenta l’attacco su Sainz, quello che prenderà il suo posto, blocca l’anteriore destra e si gira. La scena è simile a quelle che abbiamo visto tante altre volte. Da un paio d’anni a questa parte la il testacoda di Vettel in gara è quasi una costante.

Ad aggravare il tutto c’è l’atteggiamento. Anzi no, perggio. C’è la prestazione di Leclerc. Leclerc guidava lo stesso mezzo tecnicamente inadeguato di Vettel eppure con un pò di fortuna è riuscito a centrare il secondo posto. Non solo, nel giro di rientro, via radio ha detto parole di stima e coesione con la Scuderia. A 22 anni un comportamento da campione maturo.

“ la strada è ancora lunga ragazzi ma nulla è impossibile. Mettendocela tutta ce la faremo”.

Vettel invece, in pista schiacciato in modo impietoso dalla prestazione del monegasco ha dichiarato: “sono contento essermi girato una volta sola” addicendo alla SF-1000 tutti i problemi del mondo. Sia chiaro che ci sono, ma non è quello l’atteggiamento giusto. Negli anni ’90 Prost era stato lasciato senza sedile per parole simili, aveva paragonato la Ferrari ad un camion. Quella Ferrari era pessima ma in quella Ferrari certe libertà di parole non erano ammesse. Oggi?

Vettel appare scoraggiato, deluso, amareggiato e soprattutto poco incline a perorare la causa Ferrari. L’errore di ieri è stato grave, le dichiarazioni alla stampa pure. Da lui ci si aspettava orgoglio e voglia di lottare. La volontà di dimostrare il proprio valore a fronte di appiedamento forzato. Tra 7 giorni si torna in pista e non è cosi indecente pensare che se Vettel non tira fuori gli artigli il suo destino già segnato non potrà che anticipare i titoli di coda.

Sarebbe una fine immeritata per un pilota che alla Ferrari ha dato tutto sé stesso ma non è riuscito a concretizzare i propri sforzi. Lottare e portare punti alla squadra ha senso, trascinare in modo svogliato un rapporto logoro no.

Se a breve non arrivano segni di ripresa tutto sarà possibile, anche una fine anticipata del rapporto. Mercoledì la Renault farà un annuncio, a cascata tutto potrebbe succedere.


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna