F1 | McLaren e le decisioni controverse sull’utilizzo dei token

Le decisioni tecniche intraprese dalla FIA, continuano a far discutere animatamente le squadre di F1 sul congelamento dello sviluppo 2021. In particolare alcuni aspetti legati all’ utilizzo dei famigerati “token” sembrano favorire alcuni più di altri…

 

| di Paolo Senni

La pandemia di COVID-19, che ha flagellato il 2020 in tutti i campi, ha costretto anche la F1 ad una battuta di arresto per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico delle vetture che correranno il campionato 2021.

Tutti e 10 i team infatti continueranno a correre con le vetture 2020 come parte degli accordi per proteggere gli interessi della F1 e ridurre i costi (in particolare per le scuderie minori) a seguito della pandemia.

Secondo le disposizioni impartite dalla FIA alle squadre, sarà consentito spendere due token (anche detti “gettoni”) di sviluppo per gli aggiornamenti sulle proprie auto tra una stagione e l’altra ed i team, mercoledì scorso, hanno dovuto informare la stessa FIA riguardo al modo in cui tali “gettoni” saranno utilizzati nella prossima stagione.

Durante il weekend del Gran Premio di Ungheria però è emerso che la formulazione del regolamento, presenta una particolare interpretazione secondo la quale i team clienti (Racing Point ed Alpha Tauri in particolare, ma anche Haas ed Alfa Romeo) che riceveranno pezzi progettati e/o utilizzati dalle case madri durante l’anno in corso, potranno ricevere gratuitamente alcuni aggiornamenti evitando l’utilizzo dei tanto discussi “token”.

Nel caso di Racing Point, ad esempio, la “Pink Mercedes” 2021 sarà in grado di aggiornare il suo attuale cambio Mercedes del 2019, con le specifiche del 2020 senza spendere nessuno dei suoi token di aggiornamento.

È una possibilità, concessa in particolare alla futura Aston Martin, che si pone in netta controtendenza rispetto a quelle offerte ad altri team che dovranno completamente riprogettare le proprie vetture, in funzione delle nuove partnership di fornitura dei motori.

Su tale interpretazione regolamentare il team-principal Ferrari Mattia Binotto e il direttore esecutivo della Renault, Marcin Budkowski, hanno entrambi espresso il loro dissenso affermando che ciò costituisce una apparente scappatoia solo per alcuni team, e che tutte le squadre dovrebbero essere limitate nell’effettuare aggiornamenti solo tramite il sistema token.

Particolarmente svantaggiata, nel caso in questione risulterebbe la McLaren F1 il cui team-principal, Andreas Seidl, ha fatto eco ai commenti dei colleghi avendo già ammesso che la squadra inglese dovrà spendere entrambi i suoi gettoni per ospitare il nuovo motore Mercedes per il 2021 quando passerà dall’attuale fornitore Renault a quello tedesco.

Anche noi non siamo contenti di quella sentenza, perché per noi semplicemente non è logico”, ha detto Seidl “Se si riporta ciò alla nostra situazione, abbiamo un contratto in essere ed è da un po ‘di tempo che stiamo facendo il passaggio dalla Power Unit Renault a quella Mercedes. Dobbiamo accettare che alla fine i due token che ogni squadra ha a disposizione, dovremo usarli per quello e nonostante questo siamo felici di accettare questo compromesso. Se confronti la nostra situazione con quella di un altro team, ottenere un aggiornamento dal 2019 al 2020, ad esempio del cambio o delle sospensioni, essere in grado di farlo senza token non ha senso. Ma è qualcosa che riportiamo alla FIA insieme anche ad altri team. È semplicemente compito della FIA commentare tutto ciò.”

Andreas Seidl – McLaren

Alla domanda se la decisione che ha portato a questa possibile scappatoia fosse stata contestata ufficialmente, Seidl ha affermato che sono ancora in corso colloqui con la FIA sulla decisione interpretativa.

“C’è ancora un dialogo permanente in cui siamo impegnati”, ha spiegato Seidl “Ovviamente c’è ancora molto lavoro in evoluzione da condurre insieme alla FIA in termini di finalizzazione dei dettagli delle normative. Questa è la situazione in cui ci troviamo al momento. Penso che nel confronto, considerando anche quello che hanno detto Mattia e Marcin, sia semplicemente importante rimettere in discussione anche questo argomento.”

Sembra evidente, anche in questo caso, che la Federazione nel tentare di trovare un comportamento (almeno apparentemente) “politically correct”, trascuri dettagli particolarmente importanti nell’ ambito della par-condicio tra le scuderie.

Dimenticando ad esempio di porre sullo stesso piano le esigenze evolutive di squadre diverse (peraltro legate direttamente o indirettamente all’universo Mercedes), evidenzia comportamenti che potrebbero far sorgere dubbi e perplessità sulla neutralità delle decisioni prese a vantaggio di alcuni ed a discapito di altri.

Tobias Moers – CEO Aston MArtin

È evidente in questo contesto il vantaggio ottenibile, in termini di maggiore evoluzione durante la stagione, dalla futura Aston Martin (oggi Racing Point) marchio nel quale la Daimler, casa madre della scuderia Mercedes AMG F1, ha investito e continua ad investire risorse umane e capitali (è della fine del mese di maggio la nomina a CEO di Aston Martin dell’ ex capo di AMG Tobias Moers).

Ed è ugualmente evidente lo svantaggio di un team cliente, quale sarebbe il prossimo anno la McLaren, ormai indipendente dalla galassia Mercedes che nello sviluppo si troverebbe costretto ad utilizzare entrambi i token evolutivi nella stesura del progetto principale del 2021, senza possibilità di far evolvere durante il resto della stagione.

Gli interessi economici coinvolti sono enormi; basti dire che Toto Wolff, team-principal onnipresente in ogni sfaccettatura della F1 moderna, ha investito la bellezza di 37 milioni di sterline per aiutare l’amico patron di Aston Martin, Lawrence Stroll, (ne abbiamo parlato qui https://www.f1sport.it/2020/04/f1-toto-wolff-acquista-azioni-aston-martin/ e qui https://www.f1sport.it/2020/06/f1-il-futuro-di-mercedes-aston-wolff-e-stroll/ ) certo della buona riuscita dell’ operazione.

Con questo non vogliamo assolutamente affermare alcun tipo di parzialità da parte della FIA, verso gruppi di  interesse ad oggi predominanti nel mondo della F1 ma solamente consigliare alla Federazione una maggiore attenzione ai dettagli nei rapporti tra scuderie… del resto anche un grande autore della letteratura internazionale Paulo Coelho ci ricordava nel suo “Il Guerriero della Luce” che “…il diavolo si nasconde proprio nei dettagli”.


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