F1 | Aston Martin Racing: tra tradizione, storia e trionfi

La Aston Martin è in procinto di debuttare in F1. Dal prossimo anno il glorioso marchio inglese avrà il suo team nella massima competizione motoristica mondiale. In vista di questo importante evento per il motorsport, inizia oggi, sul nostro sito, la prima di una serie di pubblicazioni dedicati ai team inglesi che hanno fatto la storia della categoria e tanti aneddoti a loro legati. 

 

| di Federico Sandoli

 

Lawrence Stroll che rileva la Force India (link: F1 | Stroll riporta l’Aston Martin in F1) è stato solo l’atto finale di una lunga trattativa che porterà, nel giro di pochi mesi, lo storico marchio inglese a solcare i tracciati del mondiale di F1. Per il brand sarà il debutto assoluto nella categoria. 

Questo glorioso marchio deve il suo nome a una vittoriosa gara in salita, la londra-Aston Clinton, l’ispirazione sportiva è da sempre nel suo DNA. Le vicissitudini aziendali portarono questo marchio spesso sull’orlo del fallimento ma, grazie alla volontà di imprenditori appassionati, è sempre stato salvato prima del crack.


Team Aston Martin • Le Mans 1959 #AstonMartinclassiccars | Aston ...

 

Curiosa è la storia che lo lega a uno dei proprietari, l’italiano Bertelli che, convinto che fosse il colore verde a portare al marchio un indicibile sfortuna, lo cambiò in un più italico rosso, riuscendo a conquistare diverse vittorie e piazzamenti. In epoca più moderna l’Aston Martin si è misurata nel campionato endurance ottenendo nel 1959 la vittoria alla 24h di Le Mans e il titolo mondiale della categoria.

 

Paga dei risultati ottenuti l’Aston martin alla fine del 1963 decide di ritirarsi.

I vari cambi di proprietà portarono l’Aston Martin a ritornare nel mondiale marche, questa volta solo come fornitore di motori e, nonostante qualche discreto risultato, nel 1990 la casa madre Ford decide il ritiro della squadra in favore della Jaguar, neo acquisto del gigante di Detroit.

 

Nella storia dell’Aston Martin si possono annoverare diversi “restart” e, proprio nel 2004, sul fronte sportivo, l’aver stipulato un accordo con la Prodrive permette a quest’ultima di sviluppare il modello DBR9 fino ad ottenere la vittoria alla prestigiosa 12 ore di Sebring e, ancora, alla 24h di Le Mans.

 

Il titolare della Prodrive, David Richards, vecchia conoscenza del mondo delle corse, non si accontenta e sviluppa la macchina per renderla competitiva nel campionato americano cogliendo numerosi successi.


Appagata dei risultati ecco l’Aston Martin ritornare sui suoi passi ma fino al 2008, quando decide di equipaggiare le vetture con un inedito 12 cilindri. I risultati ottenuti furono senz’altro lusinghieri. Il tutto per preparare un 2009 di trionfi.


Infatti in quell’anno ricorre il 50esimo anniversario dalla prima vittoria a Le Mans – di cui sopra- e il celebre marchio inglese decide di tentare il tutto per tutto per riconquistare non solo il titolo ma anche e soprattutto la classica maratona motoristica francese. Il primo obiettivo, il titolo, fu riportato nella propria bacheca. Ma alla 24h francese ore il glorioso marchio dovette accontentarsi di un modesto quarto posto finale.

1956 Sebring 12 Hours Grand Prix - Race Photos, History, Profile ...

 

Un’altra storia degna di nota è l’aver fatto correre nel 1959 il mitico Carroll Shelby, personaggio venuto alla ribalta del grande pubblico nel recente film Le Mans 1966 – la grande sfida, sostituito presto per i noti problemi di salute di Trintignant. Entrambi i piloti comunque non riuscirono ad ottenere dei risultati concreti.

 

 

Tuttavia, mentre nel mondiale Sport l’Aston Martin è sempre riuscita, quantomeno, a recitare un ruolo da protagonista, così non si può dire in F1, dove ad oggi, ed in vista del prossimi futuro, la si dovrà considerare almeno inizialmente un team di centro schieramento considerato “l’equipaggiamento” di cui disporrà (ovvero il team Force India rilevato). 

L’ingresso nella massima serie, non può che far piacere all’intera categoria e agli appassionati in giro per il mondo. Sperando che non si sollevino troppi dubbi sulla validità di un progetto che sembra più un capriccio di un miliardario – papà Stroll – che un vero progetto motoristico. Staremo a vedere.