F1 | I budget dei team nel 2019

Nonostante manchino solo due mesi dall’inizio della nuova stagione, scopriamo insieme quanto hanno speso i team di F1 nell’annata 2019.

La riduzione dei costi è un tema molto discusso, essendoci un grande divario tra i team di testa e le altre squadre. Avere più budget non garantisce però maggiore prestazione, come diverse volte la storia della F1 ha dimostrato. Tante volte è più importante essere “virtuosi” e avere una organizzazione ben definita piuttosto che avere molti fondi a disposizione.

Nel 2019 solamente Mercedes e Williams hanno registrato delle perdite, rispettivamente di 5 e 25 milioni. Le altre 8 scuderie hanno invece raggiunto la parità fra costi e ricavi.

Iniziamo ad analizzare i bilanci economici delle scuderie:

Mercedes: i dominatori dell’era ibrida, come detto, hanno registrato una perdita di 5 milioni di dollari, avendo sostenuto spese per 425 milioni. La Daimler, casa madre, ha investito 80 milioni nel progetto F1. Gli altri proventi derivano da bonus della FOM e sponsorizzazioni. Il main sponsor, Petronas, oltre a fornire carburante e lubrificanti, ha staccato un assegno di ben 70 milioni, a dimostrazione di quanto stretto sia il rapporto tra il team anglo-tedesco e la società malese.

Ferrari: Binotto ha avuto a disposizione il budget più alto della griglia, 435 milioni circa, dieci in più di Mercedes. È molto interessante vedere come di tutto questo denaro Ferrari metta solamente 40 milioni, avendo introiti dagli sponsor per 165 milioni. Infine, avendo partecipato a tutte le edizioni del campionato, ha diritto ad un premio di circa 70 milioni, che rende la Rossa la scuderia che riceve più soldi dalla FOM. E così sarà anche dopo il 2021, dato che otterrà il 38% dei ricavi totali.

Red Bull: la squadra austriaca ha il terzo budget più alto, 335 milioni per l’esattezza. La multinazionale delle bibite investe 65 milioni circa nella scuderia che porta il suo nome. Un aspetto interessante è che la squadra di Christan Horner ottiene dagli sponsor grossomodo lo stesso denaro che riceve Mercedes, e questo sicuramente non è cosa gradita a Stoccarda.

McLaren: la rivelazione di questa stagione ha speso circa 250 milioni. L’azienda di supercar inglese ha speso circa 50 milioni nel team, a dimostrazione di come essere virtuosi aiuti molto. Il budget nel 2018 è stato di 220 milioni, e i dipendenti erano 720. Adesso la squadra ha assunto 40 nuovi tecnici, e sembra che ci saranno nuove assunzioni.

Renault: i transalpini hanno deluso durante la stagione senza mostrare continuità con il 2018. Dei 210 milioni di budget la società francese fornisce ben 90 milioni, segno che forse il team non è ancora molto appettibile per gli sponsor, diversamente alle scuderie con cui Renault intende lottare in pista. I motivi che potrebbero indurre Renault a lasciare dopo il 2020 sono appunto di natura economica, dato che nessuno a Enstone è contento di investire quasi 100 milioni l’anno per lottare a centro gruppo.

Toro Rosso: il junior team della Red Bull è una delle scuderie che riesce a realizzare, con un budget relativamente piccolo, delle monoposto all’altezza. Con “soli” 155 milioni la squadra di Tost ottiene i suoi ricavi dai premi FOM, dalla Red Bull e dalla Honda. L’azienda giapponese infatti, oltre a fornire gratuitamente le power unit, aiuta economicamente la squadra.

Racing Point: il team di Lawrence Stroll ha avuto serie difficoltà durante la stagione, nonostante abbia avuto a disposizione un team più numeroso (60 in più rispetto al 2018) e un budget più alto (30 milioni). I fondi del miliardario canadese hanno garantito continuità economica, ma non di prestazioni.

Alfa Romeo: Anche il team elvetico ha subito una ristrutturazione, con nuovo personale e maggiore disponibilità economica. Da segnalare come gli sponsor versino solamento 10 milioni, a segno di come su questo aspetto la scuderia deve migliorare. L’arrivo di Kubica come terzo pilota ha fatto sì che Orlen diventasse main sponsor, portando fondi aggiuntivi. Il Biscione, sponsor commerciale, ha versato 30 milioni.

Haas: gli americani non hanno dimostrato in questa stagione di aver lavorato al meglio. La somma a disposizione era quella di tutti i team di centro gruppo (150/155 milioni), ma ciò non è bastato per essere competitivi. L’intera cifra a disposizione deriva dai premi FOM e dalla Haas. Urge in questo caso un main sponsor che aiuti la squadra.

Williams: il fanalino di coda del campionato, come detto prima, ha chiuso il bilancio in perdita. IL Kubica aveva portato “in dote” 30 milioni, cioè il valore dell’accordo fra il team ed Orlen. Oramai il team inglese si trova in una situazione in cui è assolutamente necessario ripartire da zero, soprattutto dal punto di vista gestionale.

Oltre ad offrire un punto di vista diverso dal solito, analizzare l’aspetto prettamente economico della F1 serve anche a dimostrare come, con il budget cap, non ci sarà meno differenza in pista fra i top team e il resto della griglia. Sorpattutto se viene organizzato in questo modo, cioè con diversi elementi lasciati scoperti.


Tommaso Magrini

Editore di F1Sport.it Studente in Operatore Giuridico d'Impresa presso l'Università degli Studi dell'Aquila. Mail: tommasomagrini@f1sport.it