F1 | Ferrari: due grandi piloti senza una grande macchina

Dopo l’incidente di ieri tra Vettel e Leclerc i social e la stampa sono esplosi: qualcuno dà la colpa alla squadra, altri ai piloti. Nonostante questo, nella storia queste situazioni si sono sempre verificate.

Ieri, dopo la SC causata dalla rottura del motore di Bottas, i due piloti della Ferrari hanno battagliato per il terzo posto. La sfida è terminata con un incidente che ha costretto entrambi al ritiro.

La mia personale opinione è che la colpa dell’accaduto sia di entrambi al 50%. Ho letto molte persone dare la colpa esclusivamente a Vettel per il movimento che fa verso il monegasco. È una manovra che fa chiunque cerchi di completare il sorpasso, cercare di togliere spazio all’avversario. L’avversario, in questo caso Leclerc, nè si sposta nè alza il piede. L’ho avvertita come una lotta psicologica, in cui i due hanno visto in quella staccata una prova di forza, e nessuno voleva passare per quello debole.

Fatto sta che i due arrivano al contatto. La collisione è stata molto lieve, ma in pieno rettilineo basta un nulla per avere queste conseguenze.

Dopo l’episodio la rete è letteralmente impazzita. Tra i famosi “ingegneri del lunedì” e le opinioni più autorevoli nessuno le ha mandate a dire. Le accuse erano principalmente rivolte alla squadra, rea secondo molti di non essere stata in grado di gestire la pressione.

La domanda che mi sento di fare è questa: Toto Wolff è un bravo team principal? La quasi totalità degli appassionati risponderebbe di sì. Allora perchè non è riuscito nemmeno lui a gestire il dualismo Hamilton-Rosberg nei primi tre anni dell’era ibrida?

La risposta è molto semplice: perchè non è possibile farlo. Nessun team principal, per quanto autorevole possa essere, non è in grado di gestire i famosi “due galli in un pollaio”. Se la strada ritenuta corretta è quella di avere due piloti in grado di vincere gare e mondiali, allora si devono assolutamente mettere in preventivo lotte, tensioni o addirittura incidenti.

Non raccontiamoci le favole: il primo rivale è il compagno di squadra. È il primo metro di paragone dall’esterno e quello con cui combatti per avere maggiore autorità nella squadra. Vale per tutti, Ferrari inclusa.

Qual’è la soluzione al problema? Costruire una monoposto da mondiale. Avere una veicolo all’altezza nella F1 è sempre stato la base per vincere, e oggi lo è ancora di più. Con una Ferrari dominante e due piloti da mondiale ci sarebbe poco da fare. I piloti ci sono, sono veloci, motivati. La monoposto quando ci sarà?


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