Non è più F1

Le polemiche non cessano dopo il GP del Canada, nel corso di queste settimane nuovi episodi e nuove prese di posizione da parte della FIA hanno generato uno scontento che si estende dai tifosi alle parole dei piloti e dei responsabili dei vari team, la situazione è molto delicata.

Gli ultimi GP hanno lasciato una serie di polemiche a causa delle discusse decisioni prese dalle FIA in determinate situazioni che si sono create durante le gare.

I tifosi in costante polemica a causa delle penalità afflitte e non ai piloti, stanno mettendo in discussione il metro di giudizio delle FIA, che a dirla tutta, è diventato davvero discutibile.

Per mettere le cose in chiaro e placare le polemiche la FIA sta rilasciando le proprie giustificazioni per quanto riguarda gli eventi accaduti negli ultimi 3 GP e soprattutto, cerca di difendersi dalle molteplici accuse ricevute per presunti favoritismi o addirittura incompetenza.

In Canada, Sebastian Vettel è andato sull’erba, uscendo di fatto dalla pista. Era già davanti ad Hamilton e non era una manovra di sorpasso. Nell’episodio di Ricciardo, con Norris in particolare, dipendeva molto dal fatto che Daniel è uscito dalla pista e poi è rientrato. Qui, invece, entrambe le monoposto erano in pista, era una manovra di sorpasso.”

Queste le parole del direttore di gara Michael Masi che ha fornito una breve analisi sulle 3 situazioni principali degli ultimi weekend (Montreal, Le Castellet, Spielberg), che invita a non confondere le situazioni, facendo leva sul fatto che quello del GP d’Austria, compiuto da Max Verstappen su Charles Leclerc, è un sorpasso e quindi contatto di gara, cosa che si differenzia dai precedenti, perché le vetture penalizzate erano fuori dal tracciato.

Ciò per cui la FIA è al centro di grandi discussioni è proprio la poca uniformità di giudizio, nel corso degli ultimi anni possiamo prendere molti episodi che nella fattispecie si somigliano, ma che hanno avuto tutti riscontri diversi. Assumendo questo atteggiamento la federazione non può passare inerme dalle polemiche e dalle parole di tifosi e stampa, perché si mostra incoerente a chi guarda.

Gli ultimi GP hanno creato polveroni mediatici e un totale caos tanto da arrivare a mettere in discussione la F1 come sport e come organizzazione, dovuta ad un’assenza di tranquillità e di uniformità che circola intorno al circus, l’incoerenza delle decisioni porta a questo e soprattutto mette in difficoltà i piloti stessi che si trovano davanti a decisioni diverse, ma in situazioni paragonabili, creando ulteriore scontento e irritazione.

La FIA dovrebbe intervenire e cercare di ristabilire la calma, senza scaturire ulteriori polemiche, senza mettersi contro anche i team di F1 che sono i primi a subire le decisioni della federazione.

Ciò che risalta dalle dichiarazioni, anche dei vari team, è uno scontento generato da un regolamento che impedisce ai piloti di esprimersi in pista, troppo restrittivo e che ovviamente non va’ a bene né ai tifosi, né ai piloti stessi che si trovano con le “mani legate”, non potendo mostrare al massimo il loro potenziale.

Con tutte queste penalità, non si parla più di F1, perché si va’ ad intaccare ciò che è l’essenza dello sport, ma allo stesso tempo il metro di giudizio assunto dalla FIA deve essere costante e coerente in tutte le condizioni, anche se risulta poco idoneo a quello che è questo sport.

Fortunatamente con questa uscita la FIA ha quantomeno giustificato il proprio metro di giudizio sulle diverse situazioni di gara che si vengono a creare, placando in parte le acque, ma ci auguriamo che questo malcontento generale porti, a chi di dovere, a mettersi a tavolino per studiare un nuovo regolamento in modo da non rendere questo sport fonte di polemiche e di noia per chi guarda e un peso per chi guida e fatica per realizzare una monoposto competitiva.

La speranza è quella di vedere una F1 come quella vista nello scorso weekend, cattiva, divertente e trepidante fino all’ultima curva, mettendo magari una volta per tutte le polemiche da parte.


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