F1 | Anche Hamilton contro la nuova ala anteriore

Non sono servite le modifiche regolamentari introdotte ad inizio anno per favorire i sorpassi e lo spettacolo in F1. La modifica all’ala anteriore, secondo Hamilton, non solo non sarebbe utile allo scopo ma non provocherebbe alcuna differenza rispetto alla configurazione precedente.

di Francesco Svelto |

 

In questi giorni stanno facendo tanto scalpore le novità sbandierate in vista del 2021 in termini di regolamento tecnico. Novità che, precisiamo, non sono ancora ufficiali e che devono essere votate nelle varie commissioni a giurisdizione FIA nel prossimo futuro (a settembre il successivo meeting dopo il quale dovremmo saperne qualcosa in più).

Quelle che dovremmo vedere in futuro grazie alla volontà di re-introdurre macchine aventi un effetto suolo (anche se non è quello delle wing-car degli anni 80) saranno delle monoposto che soffriranno nettamente di meno la vicinanza da chi le precede.

Leclerc-Verstappen, Silverstone, 2019Per una vettura che approccia un sorpasso e che prende la scia, specialmente nelle curve a media-alta velocità, i vortici creati dalla complessa aerodinamica della monoposto che precede rappresentano un danno enorme che rischia, molte volte, di compromettere il sorpasso stesso.

Tutto questo complesso gioco di forze va a scapito non solo dell’abilità e del coraggio del pilota – a cui viene tolto lo scopo e la motivazione del sorpasso stesso – ma anche dello spettacolo in pista.

Ma dal momento che il problema spettacolo è divenuto ormai cronico nella nostra amata categoria, si sta facendo di tutto per cercare di metterci una pezza anche in maniera temporanea.

Ecco perché è stato introdotto il DRS nel 2012, e perché sono state fatte notevoli mutazioni alla configurazione aerodinamica delle vetture – specialmente nella zona anteriore – proprio tra l’anno scorso e quest’anno.

E una delle novità che abbiamo visto allo spegnersi delle luci di Melbourne a marzo scorso è una ala anteriore estremamente semplificata nei suoi flap e che avrebbe dovuto servire allo scopo. Ma a quanto pare cosi non è stato e diversi addetti ai lavori puntano il dito proprio contro l’ala anteriore. Ultimo tra questi, Lewis Hamilton, che sbotta cosi:

La nuova ala anteriore non ha fatto alcuna differenza per la turbolenza. Davvero per nulla. La situazione è semplicemente brutta come prima. A Silverstone siamo stati in grado di seguire la vettura che ci precedeva grazie alla direzione del vento e al layout della pista. Purtroppo però le prestazioni degli pneumatici sono decadute velocemente. Io e Valtteri eravamo in lotta, e se non avessi avuto un degrado termico sarei potuto rimanere in scia e continuare a battagliare. Gli pneumatici dovrebbero durare più a lungo, in modo da poter avere sempre la prestazione che abbiamo avuto con le Hard a Silverstone. Ciò renderebbe possibili duelli in pista senza far soffrire le gomme. Spero che in futuro saremo in grado di correre vicini senza problemi”.

Il futuro auspicato da Hamilton sarà il 2021 dove tutto, forse, cambierà. O almeno si spera.

 

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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