F1 | Metti una sera a cena… con la storia

Metti una sera a cena… a Maranello. Il locale si chiama “Smeraldo” ed il proprietario è Lello. Lello Apicella. Lui è campano ma da 50 anni è a Maranello, provincia di Modena, la casa della Ferrari.

Da lui sono passati tutti i più celebri personaggi legati alla Formula 1: da Enzo Ferrari in avanti.

Arrivi alle sei di sera e trovi schierata davanti all’ingresso una Formula 1: è la rossa Ferrari numero 12 con la quale Niki Lauda vinse il Titolo mondiale 1975. Lì accanto altre tre Ferrari da “sballo”.

Non fai in tempo ad ammirare questa “grazia di Dio” e ti accoglie Mauro Forghieri. Si, proprio lui. il mago progettista delle Ferrari vincenti per decenni.

E’ qui la festa. Ed è lui il festeggiato. 84 anni ma non li dimostra, né come fisico né come spirito.

Ci abbracciamo, memori di quattro anni di telecronache passati insieme. Ma intorno premono un centinaio di persone almeno.

E quasi non riesci a riconoscerli tutti. C’è la storia della Formula 1 nei suoi primi quarant’anni , e che ha lasciato un segno fortissimo in quelli successivi, fino ai giorni nostri.

C’è Piero Ferrari, un simbolo che racchiude tutta la storia del marchio. C’è Mattia Binotto, il presente. C’è Giampaolo Dallara, la genialità operosa. C’è Jody Scheckter, il campione iridato del 1979 : ci vollero 21 anni ed un certo Schumacher per tornare a quel vertice. C’è Brenda Vernor, la segretaria personale del Commendatore: era l’unica che poteva dare ordini al “Drake”. C’è Patrick Tambay, il pilota elegante e signorile che sostituì Gilles e riuscì quasi a sfiorare il mondiale. Ed un direttore sportivo del calibro di Daniele Audetto.

E poi ci sono giornalisti testimoni di un’epoca: Pino Allievi, Gianni Cancellieri, Sergio Troise, Ezio Zermiani, Leo Turrini ed altri ancora. Personaggi dello spettacolo come Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi. Piloti prestigiosi: Emanuele Pirro, PierLuigi Martini, Arturo Merzario. E due mogli che alla Formula 1 hanno sacrificato i mariti: Joanna Villeneuve e Nadia Alboreto. Quanto affetto!

E poi anziani meccanici, team manager e personaggi che con Forghieri hanno vissuto momenti gloriosi ed ancor oggi coltivano con lui splendide amicizie.

Siamo quasi cento nei saloni dove, tra un tripudio di cimeli ferraristi inimmaginabili quanto preziosi, grandi tavoli offrono un buffet superlativo, mentre un tenore ed una soprano, accompagnati al pianoforte, invitano a brindare duettando con il “Libiamo nei lieti calici” della Traviata verdiana.

L’allegria aumenta quando un trio napoletanissimo riempie di note i saloni.

La festa è un intreccio di abbracci, di incontri a sorpresa: i capelli bianchi o grigi non aiutano molto a riconoscersi, ma poi fioccano i ricordi, gli aneddoti, la commozione.

Al culmine della festa arriva una torta monumentale sulla quale i cavallini rampanti quasi scalpitano. I colori sono quelli obbligatori: il rosso ed il giallo tipici Ferrari.

Lello consegna un ricordo agli ospiti più prestigiosi e c’è un souvenir per tutti. S’è fatta quasi mezzanotte ed a malincuore iniziano i saluti, gli arrivederci, gli scambi di numeri telefonici.

E quando usciamo dai saloni dello “Smeraldo” i fuochi d’artificio cominciano a scoppiettare.

Abbiamo trascorso una serata nella storia della Formula 1. Grazie Mauro, grazie Lello.


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

Lascia un commento