F1 | Ferrari: a Baku questione di motore e non solo
 

 


F1 | Ferrari: a Baku questione di motore e non solo

La Ferrari ha dimostrato fino ad ora di avere una ottima Power Unit, ma a Baku sarà necessario anche il carico aerodinamico. La Mercedes ovviamente fa paura ma anche la Red Bull, che dovrebbe avere venti cavalli in più dalla Power Unit Honda.

di Giulio Scaccia

La quarta gara del campionato mondiale di Formula 1 2019 si svolgerà a Baku, in Azerbaigian. E’ la terza volta che la massima formula arriva su questa pista. Le vetture dovranno affrontare un lungo rettilineo ma anche tratti tortuosi ed alcune curve a 90 gradi.

La Ferrari deve assolutamente recuperare il terreno perduto. Il motore sembra essere, ad oggi, il punto di forza della Rossa, anche se poi le velocità dipendono anche dai carichi aerodinamici.

Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari parla di quello che sarà necessario sulla pista di Baku per battere Mercedes e Red Bull:

Se guadiamo alla velocità della Mercedes in Cina, penso che fossero molto forti. Quindi, forse, dovreste chiedere a loro come fanno a stare così bene. Non penso che ci sia molto sul rettilineo tra noi e gli altri. Baku è un circuito in cui hai una configurazione aerodinamica diversa, quindi penso che non dipenda solo dalle Power Unit, ma anche dagli assetti aerodinamici. Non ci sono solo rettilinei a Baku, ci sono molte curve. È un circuito difficile a riguardo, quindi vedremo. Ci sono gare in cui potresti essere davanti per qualche centesimo.

Massimo equilibrio insomma, con una Ferrari che cerca il bandolo della matassa tra velocità ed affidabilità e con una Red Bull che sarà anch’essa pericolosa.

Infatti la Honda porterà uno sviluppo della Power Unit che dovrebbe assicurare una ventina di cavalli in più. Non pochi, almeno sulla carta.

La sfida è aperta. Certo che un’altra vittoria Mercedes sarà un ulteriore duro colpo, sia al campionato che alle speranze Ferrari di interrompere il lungo digiuno.

 


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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