Honda CB 650 R un nuovo concetto di naked

Un anno dopo aver coniato la nuova denominazione  “Neo Sports Café” in tre cilindrate (CB125, CB300R, CB1000R), Honda torna sul modello che da sempre la rappresenta al meglio.

Lasciata la cilindrata 600, alzata a 650, abbandonata la denominazione Hornet, ecco presentarsi sul Mercato Mondiale la nuova Naked del XXI secolo. Forte di tanti elementi originali, essenziali, di altissimo livello qualitativo.

La CB 650 R prende le basi del CB650F e la evolve in uno stile personale. Il quattro cilindri ha tuttavia subito significative evoluzioni meccaniche (pistoni, distribuzione, scarico) per un aumento di potenza che arriva ora  a 95 cavalli. Il motore ci guadagna nell’allungo  a 12000 giri / min ora. Anche il telaio è tutto nuovo, più leggero di  6 chili rispetto alla CB650F. L’estetica e il design della Neo Sport Café CB 650 R è subito riconoscibile e non lascia spazio a dubbi. E’ originale nella sua idea. Bella snella e al contempo possente, (Una tutto motore), senza alcuna carenature e fronzoli. Particolari in alluminio e faro rotondo  a Led con firma circolare. Il blocco motore, come anche i cerchi sono in colore bronzo.

Il Comparto delle sospensioni, prevede una forcella anteriore a steli rovesciati Showa SSF, cioè la possibilità di una regolazione del precarico. Le sospensioni sono da 41 mm di diametro e 120 mm di escursione. Nella parte posteriore, la sospensione è affidata a un mono-ammortizzatore  regolabile. La seduta e la sella sono abbastanza alte, con 81 cm, (ma si potranno sostituire le selle a breve).

La posizione guida prevede un manubrio abbastanza ampio e distante che costringe ad una postura leggermente inclinata. Riguardo alla seduta il confort è assicurato dalle sospensioni e dalle coperture ad un livello più che accettabile, data la vocazione sportiva della moto. Non si può dire questo per l’aerodinamica che non prevede alcuna forma di protezione, ne cupolino. Sopra al faro tondo, c’è in bella mostra la nuova strumentazione digitale, che riporta tutto ciò che è necessario per la gestione e il controllo del mezzo. Oltre che l’indicazione della velocità, contagiri, temperatura dell’acqua e orologio, incorpora incluso un indicatore di marcia inserita. 

Quanto all’impianto frenante, la  Honda si affida a due pinze a quattro pistoncini su dischi  da 320 mm all’anteriore e un disco da 240 mm con pinza a doppio pistoncino nella parte posteriore. . Tutto questo è ovviamente supportato da un ABS presente ma non invasivo.

MOTORE:

Non c’è bisogno di guardare lontano per capire da dove viene questa unità. Si tratta di un’evoluzione della CBR650F . È stato ridisegnato per rafforzare la curva di coppia a metà velocità, estendendo il suo raggio di azione di 1000 giri / min e aumentando la sua potenza del 5%. È quindi in grado di fornire 64 Nm a 8000 giri e sviluppare una potenza di  95 CV a 12.000 giri. La frizione è molto leggera, a slittamento limitato e in ogni caso, come molte Honda di ultima generazione, a breve si potrà ordinare la versione senza frizione. C’è il controllo di trazione (che può essere disattivato). In due, il passeggero che resta un po’ “appeso”, gode comunque di una discreta seduta, non enorme ma più che sufficiente. Scomode invece, le maniglie nascoste sotto la sella. Meglio, molto meglio che la passeggera si aggrappi al pilota.


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Antonio D'Amore

Cresciuto a pane e motori, sono da sempre la mia grande passione. Non solo le corse nella mia vita; il giornalismo, la comunicazione ed il “food” si sono trasformate da passione a lavoro e impiegano, oramai, gran parte della mia giornata. Da sempre appassionato di gare (auto e moto)! Commentatore sportivo, vlogger e tanto altro :)

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