F1 | GP Messico, gara: Mercedes azzoppata ma vincente con Hamilton

Provano ad affossarla in tutti i modi, la Mercedes, ma anche nelle giornate peggiori portano il risultato a casa. Nonostante il quarto posto di Hamilton e il quinto di Bottas, l’inglese si assicura il quinto titolo in carriera – secondo pilot più vincente insieme a Fangio – e avvicinano il Mondiale costruttori. 

Non serviva di certo un’impresa a Hamilton per portare a casa il titolo, ma il team anglo-tedesco ha sudato freddo per tutto il weekend. La prestazione assoluta e il passo gara non ci sono mai stati, a favore della Red Bull e della Ferrari. Il team pluricampione sapeva che avrebbe dovuto giocare ancora in difesa, ma i risultati straordinari ottenuti durante la stagione hanno lasciato molta tranquillità.

Hamilton infatti non ha preso rischi al via, ma ha comunque recuperato una posizione e si è issato al secondo posto. Ha mantenuto un buon passo dietro a un Verstappen in forma smagliante, ma dopo il primo pit stop sono cominciati i guai. Complici i fori chiusi per evitare polemiche, sia Hamilton che Bottas hanno accusato un degrado delle gomme anomalo. L’inglese campione in carica perde prestazione e viene sorpassato da Vettel e da Ricciardo, prima di fare la seconda sosta. Anche dopo, però, Hamilton non trova più la prestazione, ma decide di gestire e portare a casa il quarto posto, che gli vale il quinto titolo. Bottas addirittura fa tre soste, e chiude con un quinto posto incolore.

Certamente Hamilton ha meritato il titolo, per la lucidità che ha mantenuto anche nei momenti peggiori, per la regolarità e il “killer instinct”, ma nubi scure si allungano sulla Mercedes. Fino a luglio la Ferrari era nettamente davanti, poi le Frecce d’Argento hanno trovato un altro ritmo, per meriti propri e demeriti della Ferrari. Uno degli sviluppi vincenti riguardava i cerchi posteriori, che presentano dei fori necessari a smaltire l’aria calda, che causa un surriscaldamento delle gomme posteriori e un degrado eccessivo. Ne è stata contestata la funzione aerodinamica, e a seguito di un controllo della FIA è stata riscontrata una “irregolarità limitata”.

Questo concetto non esiste. Una soluzione o è regolare o non lo è. La Mercedes, per evitare polemiche, ha preferito tappare i buchi a Austin e qui a Mexico City. Le difficoltà di degrado sono state sotto gli occhi di tutti. Con i cerchi forati la Mercedes aveva magicamente risolto i problemi, senza i problemi tornano alla ribalta. Di fatto, questa furbata ha permesso alla Mercedes di portare a casa il mondiale. Sono stati bravissimi a sfruttare questa piega del regolamento, ma la FIA con l’uscita dell’irregolarità limitata si è messa in una posizione scomoda.

Non è la prima volta che la casa di Stoccarda aggira il regolamento. Era già successo nel 2013, quando fecero test sulle gomme Pirelli 2014 con la monoposto dell’anno in corso, cosa che allora era vietata. E’ probabile che quel test avesse dato alla Mercedes una maggior comprensione delle coperture, e quindi un vantaggio competitivo. Chi scrive non pensa che la FIA voglia favorire la Mercedes, piuttosto che subisca sudditanza psicologica dai “grigi”. Sono talmente forti, in ogni campo, da piegare anche l’organo regolatore, cosa che comunque non dovrebbe succedere.

Per concludere, Hamilton merita pienamente il quinto titolo, e la Mercedes vince nell’anno più difficile, sfruttando abilmente le scappatoie del regolamento. Nel 2019 cambieranno ancora i regolamenti: vedremo se la Mercedes resisterà ancora in cima.


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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