F1 | Mercedes, i fori chiusi in Messico non l’hanno penalizzata

di Antonio Granato

I cerchi forati della Mercedes hanno fatto e stanno facendo discutere molto. Non si fermano le polemiche secondo cui, il mondiale 2018 in parte sia stato condizionato da una scelta che alcuni ritengono irregolari.

La FIA aveva espresso già il suo parere riguardo questa soluzione, definendola regolare e specificando che  “I piccoli fori tendono ad avere principalmente una funzione di raffreddamento e, sebbene a volte consideriamo il raffreddamento come un aspetto che può avere prestazioni aerodinamiche, riteniamo che il raffreddamento di aree molto localizzate (come nel progetto Mercedes) possa essere accettabile…” come riportato qui: https://www.f1sport.it/2018/10/f1-cerchi-mercedes-dichiarati-legali-in-messico/

Per avallorare la teoria del campionato “viziato” dall’uso di questo dispositivo alcuni “influencer” televisivi, infatti, hanno più volte ripetuto come la chiusura dei tanto discussi fori nel GP degli USA e in quello del Messico, avesse messo in difficoltà la Mercedes con la gestione delle gomme. Questo quindi dimostrerebbe – sempre secondo questi “influecer”  – come la Mercedes fosse stata aiutata, nella conquista del titolo piloti,  dall’utilizzo di un dispositivo, per loro, irregolare.

Va però specificato che se in Texas la Mercedes ha sofferto un’usura eccessiva dei pneumatici e fenomeni gravosi di blistering, in Messico, invece, ciò che ha afflitto la Mercedes, e non solo lei, è un fenomeno di graining. Fenomeni diversi che s’innescano in condizioni di temperature diverse. L’ottimo Ing. Bruno infatti, nella diretta di TV8, ha spiegato come il dispositivo studiato dalla Mercedes smaltirebbe il calore in eccesso e quindi aiuterebbe a limitare ed impedire il fenomeno di blistering ma che nulla aveva a che fare con il fenomeno del graining che invece s’innesta quando le gomme sono troppo fredde. Per assurdo, aggiungiamo, che con i fori aperti la Mercedes avrebbe avuto anche problemi peggiori in Messico!

Dello stesso parere anche l’Ing. Scalabroni che un tweet che riportiamo sotto ha scritto: “mancanza di temperatura nei pneumatici”

Per maggiori informazioni sul fenomeno del graining vi invitiamo a vedere questo filmato di Pirelli del 2013 che spiega perfettamente il graining:

Ma veniamo anche a come questo dispositivo funzionerebbe e che effetti avrebbe sulla gestione delle temperature delle gomme

Come è possibile vedere nella Fig.1 sotto il cerchione posteriore sarebbe stato dotato di un distanziale che si accoppierebbe con il cestello dei freni e con la serie di fori su di esso presente. Attraverso i micro fori, evidenziati nell’ingrandimento, i flussi provenienti da esso verrebbero espulsi attraverso delle piccole canalizzazioni che sfocerebbero nelle razze del cerchio – vedi frecce azzurre fig.1 e fig.2. Stessa cosa farebbero gli undici fori – indicati dalla freccia gialla in fig. 1 – che raccoglierebbero i flussi più interni e anch’essi espellerebbero il calore raccolto attraverso i fori nelle razze.

Fig.1
Fig.2

Un sistema quindi che eliminerebbe il calore in eccesso e non influisce e non limita il dannoso fenomeno del graining. Possiamo quindi con certezza affermare che, quanto accaduto in Messico alla Mercedes, nulla ha a che vedere con l’utilizzo o meno di questa soluzione. 

Un ulteriore elemento che va, infatti, evidenziato è come, secondo più fonti, a Singapore la Mercedes non avrebbe aperto i fori della “discordia” e comunque , come visto , ha dato vita ad una prestazione ottima in gara. 



1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato