Rinascita McLaren: il quinto posto fa sorridere Alonso

Alonso riparte da Melbourne. Dopo aver cercato mille scuse e dopo le troppe accuse la McLaren ha il disperato bisogno di un risultato. Dall’esordio “bruciante” nei test alla tiepida prestazione in qualifica, il team di Woking è chiamato al riscatto. Fine dei proclami, la parola alla pista. E loro hanno risposto con dei numeri. Non ancora di quelli che contano, ma abbastanza per dimostrare di poter iniziare contare tra i primi.

L’ennesima delusione. L’ironia della sorte crudele che si accanisce contro i perdenti. La beffa di un motore Honda che ora sembra affidabile. I test di Barcellona avevano fornito un quadro impietoso della situazione in casa McLaren, una tela in cui al posto di un dipinto chiaro e leggibile erano disposti a casaccio segni indecifrabili e segnali poco incoraggianti. Qualche prestazione accettabile a fronte di una vettura che ancora una volta si dimostrava inaffidabile. Invece a Melbourne la McLaren ha stupito. Non certo al venerdì, quando entrambe le vetture hanno accusato problemi. Neppure al sabato, con qualifiche incolori che le hanno relegate fuori dalla top ten.

La MCL33 ha saputo affermarsi in gara, a dispetto delle ottime prestazioni sfoderate dalla diretta rivale Renault, nonostante l’incredibile passo messo in pista dalle Haas, indipendentemente dalla Red Bull di Max Verstappen. Il quinto posto di Alonso e il nono di Vandoorne rappresentano una risposta concreta e la certezza che il lavoro dei mesi invernali è stato incanalato nella giusta direzione.

 

Certamente un’analisi corretta non può prescindere dalla considerazione di diversi elementi che hanno contribuito a creare il risultato. L’assenza della Mercedes di Bottas dalle prime file e il disastro ai box Haas hanno praticamente eliminato tre avversari scomodi. E va ricordato che il circuito dell’Albert Park non è favorevole ai sorpassi e neppure a clamorose rimonte. Tuttavia finalmente abbiamo visto una McLaren che è riuscita a mantenere un passo adeguato, senza essere sverniciata e cannibalizzata come fosse una monoposto di altra categoria. A questo proposito, subito dopo la fine della gara, un’ottimista Alonso si esprime così:

La grinta non l’abbiamo mai persa, ma l’anno scorso non eravamo in grado di fare più di tanto. Aspettavamo gli errori degli altri per cercare di conquistare qualche punto. Adesso invece possiamo ambire a raggiungere risultati per nostri meriti.

 

Già. Troppe volte negli ultimi tre anni abbiamo assistito a mirabolanti partenze da parte dello spagnolo, capace di

Fernando Alonso McLaren

sfruttare ogni situazione per guadagnare posizioni importanti. E puntualmente vedevamo i suoi sforzi vanificati e quelle posizioni gli venivano sottratte a suon di sorpassi umilianti e quasi inverosimili. Celebri e virali i suoi team radio, irriverenti e polemici, con battute al vetriolo sul propulsore Honda. Quest’anno la musica è cambiata, con Fernando che a fine gara si congratula e ringrazia la squadra:

Bene ragazzi, sono molto orgoglioso di voi. E’ stato un lungo inverno, abbiamo trascorso lunghissime e complicate stagioni, ma ora possiamo combattere.

 

In effetti fin dai test di Barcellona sia Alonso che Vandoorne parlavano di un auto diversa, più potente, più veloce e più facile da guidare. Tuttavia si è pensato che si trattasse delle solite dichiarazioni di facciata. Una sorta di entusiasmo preconfezionato e dovuto, per non dover ammettere l’ennesimo progetto fallimentare. Invece dopo la gara di Melbourne dobbiamo riconoscere che i piloti avevano ragione. La McLaren ha dimostrato di avere del potenziale, un buon passo gara, un auto che può competere con dignità a centro classifica e che non si deve accontentare solo delle briciole. Alonso sottolinea:

E’ stata una buona gara, abbiamo del potenziale, abbiamo corso dei rischi. E’ stato un inizio complicato, ma abbiamo avuto un buon ritmo. Max Verstappen è stato un avversario molto difficile, ma siamo finalmente riusciti ad avere tutto sotto controllo. Ora possiamo difendere, siamo in grado di attaccare, si tratta di un diverso modo di affrontare la gara. E speriamo di poter ottenere posizioni più alte nei prossimi gran premi.

Fernando ha potuto finalmente lottare, senza arrancare. Non si è limitato a sorpassare una Sauber, ma ha duellato ad armi pari con l’amico e connazionale Sainz, inducendolo all’errore. Ed è riuscito persino ad arginare l’incontenibile esuberanza di Verstappen, che, per quanto apparso un po’ sottotono, rimane un pilota caparbio e pericoloso. La strada per raggiungere i tre top team è ancora lunga e certamente riserverà degli imprevisti, ma il duro lavoro svolto a Woking nei mesi invernali sta iniziando a produrre qualche risultato. Non si può ancora parlare di frutti, ma, in questa primavera 2018, la vettura sta iniziando a rifiorire. Nell’attesa che possa finalmente sbocciare un podio, ringraziamo la McLaren per averci restituito Alonso, un campione che non ha mai perso la sua linfa e che ora è pronto per la rinascita.


Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.