Singapore: Vettel, Verstappen e Raikkonen, incidente di gara, manovra evitabile.

Il contatto al via del GP di Singapore tra le due Ferrari e la Red Bull di Verstappen spalanca il mondiale alla Mercedes di Lewis Hamilton. Il Crash è stato catalogato dalla FIA come “incidente di gara”ma da parte di Vettel poteva e doveva essere evitato.

Cio che è successo ieri a Singapore forse sarà ricordato come l’episodio decisivo per il campionato. Il contatto che ha messo fuori gioco le due rosse e Verstappen ha di fatto facilitato il trionfo di Hamilton. Ora il campione inglese si trova a + 28 su Vettel, più di un GP. Un vantaggio enorme se pensiamo a quanto questo mondiale fin ora sia stato equilibrato.

A fine gara i tre piloti sono stati convocati dalla FIA e l’episodio è stato catalogato come un normale incidente di gara. Giusto.

La dinamica dell’incidente è già stata ampliamente trattata. Vettel ora si trova a dover fare un inseguimento disperato nella speranza, per lui legittima, che anche la Mercedes numero 44 da qui a fine anno incappi in una giornata no a pareggiare i conti.

Vettel e la Ferrari vivono una stagione positiva ma se si viole puntare al mondiale non basta. Passi l’imbarcata di Monza, episodica. Baku e Singapore no. In questi due GP Vettel ha gettato alle ortiche 50 punti con errori evitabilissimi. A Baku la  famosa ruotata ad Hamilton  in regime di SC mentre ieri la strenua difesa della posizione su Verstappen è stata la causa del disastro.

Ieri le premesse erano quelle di un trionfo stile Monaco o Budapest. A Vettel qui è mancata la “visione complessiva” della gara. Partito male, non era facile con gomme intermedie e asfalto umido, non ha considerato correttamente la situazione con il necessario buon senso.

Hamilton era attardato su un circuito dove i sorpassi se non sono fatti al via sono impossibili. Verstappen , mina vagante ma incolpevole ieri, dopo tanti ritiri anche con una  vittoria non sarebbe mai diventato una minaccia mondiale. Perdere la posizione sarebbe costato molto meno che perdere la gara. Raikkonen durante la corsa non si poteva sottrarre al gioco di squadra e il confronto con Hamilton sarebbe rimasto aperto.

L’intelligenza nel leggere la gara intorno a sè è una qualità importantissima per un pilota. Ieri Vettel credo non l’abbia dimostrata. Il rischio corso per coprire tutto a sinistra l’arrivo di Verstappen dopo una partenza infelice non era da correre.

Sia chiaro Vettel non ha fatto nulla di sbagliato. Lui da leader può decidere la linea da tenere e può utilizzare (come ha fatto)  un solo cambio di traiettoria. Nulla contro il regolamento, tutto contro l’economia del mondiale.

Correre per il campionato necessita  un controllo mentale tale da far capire all’istante di accettare il male minore per proteggere la classifica generale. Subire un sorpasso al via ieri a Vettel non sarebbe costato nulla. La Ferrari in qualifica si era dimostrata superiore. Dopo la prima curva c’era tutto un GP per giocarsela.

Ora per la Ferrari l’obbligo di crederci fino alla fine. Ci sono ancora tante gare, tutto da qui ad Abu dhabi può ancora succedere.

Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna