Ferrari, ossigeno e fiducia per una estate di attesa

La Ferrari con la doppietta in Ungheria consolida la prima posizione di Vettel e ritrova un Raikkonen veloce e uomo squadra. Ma la ripresa a SPA e Monza sarà dura.

di Giulio Scaccia

Era stato pronosticato o almeno c’era una forte speranza per la Ferrari in Ungheria e così è stato: prima fila tutta Rossa e una doppietta non priva di emozioni per le difficoltà di Vettel allo sterzo dopo il pit stop (ma forse anche prima) e il grande lavoro di Raikkonen in copertura.. Budapest è la gara che manda la F1 in vacanza per tre settimane e non poteva essere viatico migliore dopo le batoste a ripeteizione degli ultimi Gran Premi, in particolare Silverstone. A Maranello possono andare in ferie con la conapevolezza di aver fatto davvero tutto il possibile per mettere in condizione Sebastian Vettel di giocarsi il titolo mondiale. Ma cosa succederà alla ripresa e soprattuto come evolverà il mondiale con ancora nove gare da correre?

La senzaione diffusa è che la Mercedes sia ancora avanti. A SPA e Monza dovrebbe far valere le sue caratteristiche meccaniche, aerodinamiche e motoristiche. La Ferrari potrà avere a suo vantaggio solo Singapore e forse il Brasile e Abu Dhabi. Sicuro la Mercedes in Giappone godrà dei vantaggi probabili che sfrutterà in Belgio e in Italia. Negli altri circuiti un equilibrio sempre tenendo presente la ancora presente superiorià Mercedes, seppur di poco.

La Ferrari a Budapest ha vinto a Budapest con una prova di squadra, sia dei tecnici che dei piloti. Le caratteristiche del circuito la agevolavano (vedi passo corto e trazione). C’è da capire se la Rossa è progredita anche su altre piste dove contano di più motore e velocità nei curvoni. La Mercedes ha trovato il bandolo della matassa da Barcellona, pur avendo sempre una vettura difficile da mettere a punto.

Altro elemento che farà la differenza saranno le gomme Pirelli, e la finestra di utilizzo migliore. La Rossa sembra maggiormente a suo agio con le mescole più morbide e con il caldo, anche se poi incidono sempre le scelte degli assetti (vedi il disastro di Silverstone).

La Ferrari e i suoi tifosi possono sognare. Vettel ha 14 punti di vantaggio su Hamilton. Una inerzia considerando la quantità di punti ancora a diposizione, ben 225. Abbiamo visto come basti un attimo a dissipare tutto. Ma meglio stare davanti che inseguire. Se insegui una battuta di arresto la paghi cara. Mentre se hai fieno in cascina, è possibile gestire meglio momenti di difficoltà. E ricordiamo come questo è davvero un mondiale combattuto e le differenze e le vittorie arrivano anche e sopratutto sui dettagli.

SPA e Monza diranno parecchio. Se la Ferrari sarà vicina alla Mercedes, allora tutto davvero è possibile, anche e sopratuttto con un Vettel in grande forma come si è rivisto domenica e un super Kimi Rikkonen, che ha zittito tanti detrattori. Belgio e Italia ci diranno anche quale sarà la coppia Ferrari per il 2018. Che quasi sicuramente sarà quella attuale. Salvo forse disastri nelle Ardenne.

Wait and see.

Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore. @GiulioScaccia - giulio.scaccia@f1sport.it

  • Stefano Forgione

    Aggiungerei anche il Messico come pista pro Ferrari, forse. Mentre Austin sarà probabilmente pro Mercedes. Vettel si gioca molte delle chance di vincere il titolo tra Spa e Monza. Con l’obiettivo di arrivare a Singapore ancora in testa.