F1 | GP Azerbaijan: Vettel – Hamilton, il mondiale ora è in fiamme

A Baku vince Riccardo e sorprende Stroll ma l’attenzione va tutta su Hamilton e Vettel. I due sono protagonisti di una ruotata che diventerà il simbolo della loro rivalità. La sfida vera, cruda, feroce è iniziata qui.

Il fatto. A Baku è andato in scena un GP pazzo pieno di imprevisti e colpi di scena. Complice un tracciato particolare e una discutibile celerità nel sgomberare la pista da vetture e detriti, durante uno dei tre regimi di SC, Hamilton e Vettel si sono resi protagonisti di una vera e propria rissa in pista.

Braking Test. Un alibi. Frenare in regime di SC è una procedura consueta. Prima della ripartenza, portare in temperatura i freni cosi come le gomme è importante e va fatto. Soprattutto a Baku, dove alla fine del velocissimo rettifilo c’è una curva a 90°. La malizia di Hamilton è stata quella di utilizzare questa operazione al fine di innervosire e provocare Vettel. Nel mondo delle corse ci può stare. Hamilton rallenta la sua Mercedes oltre i buon senso, ma essendo il primo dietro la SC può farlo, Vettel lo tampona.

Il Contatto. Vettel ci casca. Hamilton rallenta troppo ed il ferrarista lo tampona. Dalla Ferrari saltano piccoli pezzi di ala e Vettel furioso manda al diavolo il rivale. Ha ragione, la manovra è pericolosa, inopportuna e un pò sleale. Al ferrarista saltano i nervi.

La Ruotata. Vettel affianca Hamilton, siamo sempre in regime di SC, smanaccia, lo colpisce con una ruotata. Il fatto di per sé a parere di chi scrive è grave. Se il precedente contatto, per quanto causato da un comportamento antisportivo di Hamilton è un fatto di gara, questo vale un fallo di reazione che nel calcio sarebbe un “cartellino rosso”. Il torto è di entrambi ma se Hamilton ha usato malizia Vettel ha sbagliato perdendo la lucidità. Per fortuna la sua monoposto non si è danneggiata ma questa mossa, è costata la vittoria.

La penalizzazione. La scorrettezza di Vettel ha meritato lo stop and go, è andata ancora bene, ma è curioso come sia stata data proprio nel momento in cui Hamilton è stato costretto a fermarsi per la sostituzione della protezione per la testa, che coincidenza.

Colosseo. Il confronto tra Mercedes e Ferrari non è più solo in pista ma ormai anche a parole. Al via Bottas rovina la Gara di Raikkonen con un’entrata aggressiva ma di gara. Poi il contatto Hamilton Vettel accende la rivalità tra le due squadre in lotta per il titolo. Arrivabene dice “ tutto bene se siamo al Colosseo basta dirlo che ci allineiamo”, Lauda dal fronte Mercedes protegge Hamilton ed il suo diritto di decidere l’andatura in quanto pilota in testa.

Ferrari, il bilancio. Tutto sommato va bene così. Se da una parte si è gettata al vento una vittoria dall’altra comunque Vettel allunga in classifica su Hamilton. Buona la prova di Raikkonen, bella qualifica, bella la partenza, stop. Purtroppo per Kimi la sorte pare gli abbia voltato le spalle. Bottas gli rovina la gara, alla fine dopo una foratura, sarà costretto al ritiro.

Se Arrivabene ha svolto al meglio il suo compito facendo quadrato intorno a Vettel è altrettanto chiaro che questo episodio non possa essere considerato come una cosa normale. Vettel ha reagito male, mettendo a repentaglio la sua vettura mentre finalmente si sta giocando il Campionato del Mondo.

Questo nervosismo è eccessivo. Vettel è primo nel mondiale, roba che soltanto quest’inverno pareva dell’altro mondo. Vettel sta capitalizzando al meglio tutto il lavoro che la Ferrari sta svolgendo per lui. Ci sta la rivalità, la tensione del momento, ma questo comportamento del ferrarista ha rischiato di danneggiare non solo la sua di Ferrari ma la Ferrari intesa come tutti coloro che lavorano giorno e notte per aiutarlo a realizzare il sogno comune di vincere in Ferrari. Normale questo nervosismo? Il futuro sarà roseo? Per lo meno ora il mondiale è acceso da una rivalità vera, alla fine era quello che volevamo.

 

 

Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l’inizio!

“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere.” Cit. Ayrton Senna

  • ivanoe

    non e’ bello dire che la malizia (alla hamilton) nel mondo dellaf1 ci sta. potrebbe creare un precedente, e me lo auguro.