F1 | Cosa abbiamo imparato dopo il GP d’Azerbaijan

Analizziamo gli elementi principali che hanno contraddistinto il GP d’Azerbaijan.

Il Gp di Baku è stato il più vivo degli ultimi tempi. Scontri a ripetizione, tre safety car consecutive, colpi di scena continui. Nessuno si aspettava una gara del genere, e questo ci porta a fare alcune considerazioni.

La F1 è cambiata. In meglio. La rivoluzione 2017 è stata un’autentica benedizione. Ha reso la guida più dura e maschia, mette maggiormente in risalto le qualità dei piloti. Che ora possono osare di più nella guida e nel corpo a corpo. Era quello che chiedevano i piloti – spingere di più – e il pubblico – una lotta più vera. Anche il DRS fa la sua parte: non fa più il sorpasso, ma lo aiuta. Come si voleva in origine.

La lotta è viva. la rivoluziona ha avuto anche il merito di accorciare la griglia. Con regole nuove, c’è più spazio per gli sviluppi, considerato anche che le regole tecniche sono un po’ meno stringenti. Da qui in poi, Mercedes Ferrari e forse Red Bull lotteranno per la vittoria. Uno scenario molto interessante.

E’ esplosa la rivalità Vettel-Hamilton. Attendevamo questo momento, e finalmente è arrivato. I due campioni – soprattutto Vettel – hanno gettato la maschera, e da ora sarà un confronto ruvido e senza esclusione di colpi.

Vettel si spazientisce con facilità. Ora faccio una precisazione. Nessuno di noi è nell’abitacolo, e non siamo tenuti a fare i saputelli. Resta comunque che Vettel ha mostrato un’atteggiamento meno calmo in situazioni a lui poco favorevoli. Come abbiamo visto oggi, dopo l’ “inchiodata” di Hamilton, Vettel l’ha affiancato e colpito a ruotate. Chi scrive ritiene che una frenata simile, in regime di safety car, ci possa stare da parte del leader. La reazione di Vettel è perciò stata eccessiva, e la penalizzazione giusta.

Bottas non è scarso. Ha sotto il sedere una Mercedes, ma quando era in Williams si intravedevano le sue qualità. Non sarà un campione di razza come Hamilton, ma è comunque un ottimo pilota su cui fare affidamento.

Stroll non è – solo – un raccomandato. Lo è sicuramente per i soldi che ci mette il padre. Ma poi in pista devi farti valere. Stroll l’ha fatto, dopo un inizio di stagione travagliato. Ora che la confidenza è buona, ha portato a casa un podio. E in Austria potrebbe ripetersi, visto che il circuito è favorevole.

La Red Bull sta tornando. Newey è tornato al ponte di comando, e si vede. Al netto della sfortuna di Verstappen, Ricciardo nelle ultime gare ha sempre raccolto. Si è fatto trovare pronto quando gli avversari hanno difficoltà, ed è un gran pregio. Se Red Bull – e Renault – faranno un miglioramento ulteriore, per loro sarà lecito sognare altre vittorie.


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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