Pirro: Vettel-Hamilton: “Non solo campioni ma persone che danno tutto”

La gara alla quale abbiamo assistito lo scorso week end, volenti o nolenti entrerà nella storia. Dagli abbracci dell’Australia alle ruotate di Baku, cosa è cambiato nell’equilibrio tra Hamilton e Vettel? Scopriamolo insieme, con le parole, mai banali di Emanuele Pirro, nostro ospite a Pit Talk.

di Giuseppe Gomes

Alzi la mano chi pensava che, una pista insipida come il cittadino di Baku, difficilmente potesse regalarci un GP così emozionante. Lo scorso anno fu uno dei Gran Premi più noiosi della stagione, mentre l’ed. 2017 probabilmente entrerà nella storia, di questo mondiale e della F1. Sportellate, incidenti, ripartenze, sorpassi al limite e tante neutralizzazioni, sono stati i veri protagonisti in Azerbaigian, insieme all’Episodio con la E maiuscola. Il giro 19 di Baku lo vedremo e rivedremo centinaia di volte da qui ad Abu Dhabi perché, in un modo o nell’altro, potrà essere il momento che deciderà il mondiale 2017. E allora, dopo il caldissimo week end di Baku, chi meglio del nostro ospite a Pit Talk Emanuele Pirro, commissario FIA, poteva intervenire a riguardo? Soprattutto prendendo una chiave di lettura del “fattaccio” da pochi utilizzata, quella dell’emotività.

“Quando sei dentro non basta essere degli atleti forti o straordinari per vincere le gare, ci devi mettere un’intensità emotiva che è la ciliegina sulla torta per farti esprimere il gesto atletico ai massimi livelli come fanno questi ragazzi. Però poi dopo (l’intensità emotiva) è difficile fermarla.” Emozioni e piloti, un accostamento che raramente abbiamo sentito negli ultimi anni. Una situazione figlia degli uffici stampa, delle limitazioni davanti ai microfoni, una realtà nella quale i piloti sembravano “emotivamente plafonati” tranne, forse, il più mediterraneo dei tedeschi Sebastian Vettel. Una emotività che, nell’episodio di Baku (ed in altri nella sua carriera), potrebbe portare il mondiale, per l’ennesima volta, verso Barckley: “Vettel non solo è caduto nel tranello (di Hamilton), ma anche caduto nel tranello di questa emotività. Oramai Hamilton lo sa che, Vettel, è uno che sotto pressione potenzialmente può “perdere la brocca”, e Vettel deve stare attentissimo che non succeda più, perché sennò può essere un’arama a favore della Mercedes in un anno in cui anche le virgole, anche i centesimi di secondo contano.”

Su Vettel ora, tanto per peggiorare la situazione, pende anche la Spada di Damocle di una possibile sanzione, da parte della FIA, per aver quasi “esaurito” i punti sulla super licenza. Per farvi capire, un paio d’anni fa, in Moto GP, Valentino Rossi perse il decimo mondiale anche per una penalità ricevuta in un caso analogo. Ma non tutto dell’episodio azero va visto in maniera “negativa” verso il tedesco. Perché, nonostante sia sacrosanto punire il gesto, resta quel fattore emotivo, pronto a riportarci una F1 “umana”, più vera, fatta di persone e non di macchine. Fatta di ragazzi, perché a 30 anni ancora si è dei ragazzi, che corrono a 300 km/h in giro per il mondo per dimostrare di essere i migliori: “Però un po’ di positività ce la vorrei mettere”, prosegue Pirro, “è bello vedere che la gente in pista da tutto, è bello vedere che questi non sono solo dei campioni straordinari ma sono persone che danno tutto. Poi, chiaramente, possono essere vulnerabili nel perdere un attimo la brocca. In un certo senso se vogliamo dare una chiave di lettura positiva è che si è un po’ umanizzata la F1. Spesso quando vedi la televisione i piloti hanno il casco in testa, le macchine non sono spettacolari come prima, sembra quasi facile questo sport, che quelli bravi vincono senza impegnarsi tanto e invece non è vero.”

Come non condividere un punto di vista del genere, come dire, romantico della F1. Soprattutto inserito in un contesto storico come quello moderno, nel quale la massima Formula viene spesso accostata ad altre competizioni, uno su tutti il WEC, considerate più “vere”, più “umane”, più in linea con le aspettative di un pubblico avido di eroi “reali”. Questo GP si può considerare come il vero inizio della lotta mondiale tra Hamilton e “il tedesco mediterraneo” Vettel. Una lotta che, per la classifica, è cominciata a Melbourne, mentre, per i due contendenti, comincia da qui: Baku 2017.

 


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