F1 | GP Giappone: Ferrari, Vettel crea, il muretto distrugge

La Ferrari raccoglie molto meno di quello che era nelle sue potenzialità e grazie ad una buona vena di entrambi i piloti. Alla fine la Red Bull arriva ha 50 punti di vantaggio nel mondiale costruttori.

di Giulio Scaccia

Il bicchiere mezzo pieno è quello che vede una Ferrari competitiva in un circuito complesso e probante come quello di Suzuka, in cui si è dimostrata almeno se non superiore per ampi tratti sia delle prove che della gara alla Red Bull. E sempre il bicchiere mezzo pieno è quello di un Vettel ritrovato che passa Ricciardo alla 130R con una manovra di valore assoluto.

Il bicchiere mezzo vuoto è quello che, nonostante una penalizzazione sportiva per Vettel ed una tecnica per Raikkonen, la Ferrari in particolare con Vettel si era issata in terza posizione e con una strategia di copertura avrebbe potuto “tranquillamente” portare a casa un podio.

raikkonen_ferrari_suzukaLa decisione invece del muretto ha portato alla scelta di rimanere in pista per tentare un ultimo stint più breve con gomme Soft. Risultato terza poszione persa. Strategia suicida: anche se fosse rimasto in pista con le gomme Hard per altri giri, avrebbe perso ulteriore terreno e, anche se avesse avuto uno stint finale con le Soft più breve, qui a Suzuka è arduo passare quando le monoposto hanno prestazioni simili.

La prestazione di Seb avrebbe meritato un podio, corroborante dal punto di vista psicologico. Grande partenza per il tedesco e giro più veloce in gara.

Le parole di Vettel però rivelano una ovvia delusione:

Sarebbe stato bello salire sul podio, abbiamo lottato a lungo per il secondo posto, poi abbiamo deciso una strategia lunga e abbiamo perso tempo. Speravamo che le soft durassero di più, ma pareva la decisione giusta. E condivisa, eravamo vicini a Verstappen, e non aveva senso fare le sue stesse scelte: pareva sensato azzardare. Ma alla fine il gap dimostra che potevamo fare un’altra scelta.

Bella anche la prova di Kimi Raikkonen che ha battagliato a nella prima parte di gara con Ricciardo, Hamilton e le due Force India. Alla fine un quinto posto. Ben poca cosa, ma la gara del finlandese partito ottavo non poteva dare di più nell momento in cui è uscito dal cambio gomme dietro Hamilton.

Deluso anche il finlandese:

Cosa provo? Una delusione molto grande perchè la macchina era molto competitiva: fossimo partiti più avanti avremmo potuto sfruttare meglio la velocità ma è andata così.

La Red Bull è a 50 punti nel mondiale costruttori. La Ferrari poteva portare via almeno un podio, nonostante le penalità in griglia. Ulteriore giornata amara che, nonostante tutto, poteva anche portare qualche soddisfazione. Ma questa è proprio un’annata da dimenticare.

 

 


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

One thought on “F1 | GP Giappone: Ferrari, Vettel crea, il muretto distrugge

  • 09/10/2016 at 16:25
    Permalink

    Hamilton con le dure andava via a Vettel (con le morbide nuove appena cambiate!) all’uscita dalla chicane e quando si poteva aprire il DRS era ormai troppo tardi.
    Sto parlando di quei 2-3 giri in cui Seb ha provato a sorpassare Lewis, poi è finito tutto…
    E’ vero che Hamilton stando davanti può aprire il gas prima di Vettel, ma c’erano anche 2 mescole di differenza!
    Il problema della Ferrari, secondo me, è sempre in trazione all’uscita dalle curve lente.
    La velocità di punta era quasi la stessa, quello che manca è la coppia motore o la capacità da parte del telaio di scaricarla a terra.

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