F1 | GP Germania: Ferrari, una vacanza per meditare e ripartire

La Ferrari chiude la gara di Hockheneim con un quinto e un sesto posto dietro una Red Bull imprendibile. E soprattutto perde il secondo posto in classifica costruttori.

di Giulio Scaccia

Un brutto finale di questa prima parte di stagione. Tre gare senza podio e una Red Bull che supera la Ferrari con uno scarto di 14 punti nel mondiale costruttori. Fino a qualche Gran Premio fa, la Rossa puntava la Mercedes, più con le parole che con i fatti. Ora da seconda forza del campionato è diventata la terza, con una Red Bull in forte progressione ed al contempo una regressione della Rossa.

La Red Bull ha sviluppato, la Ferrari no. Come detto in altro articolo, ad inizio stagione il divario era di un secondo a favore della Ferrari, almeno in prova. Ora è di 4 decimi a favore della Red Bull. Sempre in prova. In gara la Rossa è stata a circa tre decimi dalle Red Bull, mezzo secondo dalla Mercedes di Hamilton. Perché in gara questa volta non c’è stata storia. Sebastian Vettel ha provato per metà del primo giro ad insidiare un Nico Rosberg confuso e forse con qualche noia o al cambio o all’acceleratore. Poi più nulla.

raikkonen_ferrariLa Ferrari non è mai stata in gara. C’è stato per Vettel la richiesta di un improbabile undercut per provare a rimontare su Verstappen. Richiesta rimandata al mittente con garbo da parte del pilota, perché priva di qualsiasi senso. Verstappen era troppo lontano.

Alla fine Vettel e Raikkonen piazzati in quinta e sesta posizione. Invertendo le posizioni in griglia.

La Ferrari arriva da una settimana pesante, con l’allontanamento di James Allison, padre di questa vettura, incapace, per motivi familiari e forse per incomprensioni di portare avanti gli step evolutivi della SF16-H. La Rossa è un gambero rispetto alle prove di inizio stagione. Problemi di affidabilità, di trazione, di bilanciamento e aggiungiamo della finestra di erogazione della potenza della PU. Insomma un mezzo disastro. Il progetto sembra davvero sbagliato. Manca grip meccanico ed aerodinamico e per compensare si caricano le ali, accentuando i limiti della PU.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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