F1 | Ferrari e la campagna fine a se stessa

La Ferrari ha chiamato i suoi tifosi a raccolta, ma era solo un modo per racimolare iscritti sui suoi social network.

20 gennaio 2016 – Ci eravamo tutti illusi che ieri a mezzogiorno la Ferrari ci facesse una sorpresa o dicesse qualcosa, ci saremmo aspettati quantomeno l’annuncio della data di presentazione della challenger 2016, la numero 667, quella che nei desideri di Marchionne dovrebbe essere la monoposto del titolo mondiale rosso. E invece si è trattato solo dell’annuncio di una campagna pubblicitaria, fatta con il solo scopo di attirare iscritti per i canali della Scuderia sui social network, ma nulla di più.

Tanto rumore per nulla, tanti inviti con annesso conto alla rovescia giusto per far crescere un’attesa che si è rivelata una illusione, una trovata pubblicitaria inutile per cercare di attirare qualche clic in più, come se la Scuderia dovesse nascondere chissà quale secreto di Pulcinella, visto che la presentazione della nuova monoposto da anni non viene fatta più “in pompa magna”, ma attraverso un filmato che viene diffuso attraverso il sito internet, quindi poco di nuovo sotto il sole.

Ma la cosa sconcertante è che anche il niente, per la Ferrari, faccia notizia; quel niente rappresentato da una campagna fine a se stessa perché si autopromuoveva (il conto alla rovescia era solo per il lancio della camLotus Ferraripagna #Readysetred, mica per chissà quale annuncio) e che, giustamente, è stato oggetto delle battute ironiche da parte della Lotus, che riserva spesso commenti sarcastici e graffianti sugli avversari e non solo.

La Formula 1 è passata dalle presentazioni spettacolari ai lanci delle monoposto praticamente senza giornalisti, magari direttamente sulle piste in cui si svolgeranno i test, delegando alla realtà virtuale la possibilità di conoscere le caratteristiche delle monoposto che di volta in volta vengono presentate. Cerimonie per pochi eletti, quasi a voler trasformare la Formula 1 in uno sport inaccessibile. E se a questo ci aggiungiamo il potere che nel corso di questi ultimi anni hanno assunto le pay-tv, che stanno inducendo le televisioni tradizionali a cedere tutti i loro diritti, la sensazione che si ha è che si stia tutto trasformando in un gigantesco giro d’affari, del quale il programma #ReadyStayRed è solo l’ultima trovata. Benvenuti nella Formula 1 sempre più virtuale e sempre meno umana.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)