F1 | Suzuka: perchè la Ferrari va solo applaudita

Commenti a caldo post Suzuka: gara noiosa da un punto di vista prettamente dello spettacolo in pista ma è stata davvero una battaglia strategica d’altri tempi, come da parecchio non se ne vedevano. Chi è partito con gomma media, chi hard, chi soft, la pista che evolve, la bandiera rossa iniziale e i calcoli cervellotici appannaggio dei vari strateghi dei vari team. Qualcuno può apprezzare questa tipologia di eventi, qualcun altro no ma Suzuka ci ha restituito certamente questo aspetto che riteniamo essere estremamente interessante.

E qui, proprio su questo, è il primo tema che sentiamo di affrontare in quanto la Ferrari, da anni deficitaria (sappiamo bene i disastri dell’ultimo lustro sul tema) ha dimostrato, ancora una volta in poco tempo, di aver forse colmato un gap che era a dir poco imbarazzante. Agatha Christie diceva che un indizio è un indizio, due indizi fanno un sospetto ma tre indizi fanno una prova. E di prove sul tema, la Ferrari, ce ne sta dando abbastanza. E un grande bravo non va soltanto al gruppo che gestisce la cosa ma anche al team principal che ha saputo sistemarla in maniera eccellente. Vogliamo soltanto vedere la prova finale, ovvero saper reagire in maniera tempestiva ad eventi che avvengono in pista (safety car, pioggia improvvisa, eventi particolari) e poi potremmo veramente essere contenti. Ma nel frattempo applausi a Vasseur e a tutti coloro che lavorano su questi aspetti.

Uno degli attori protagonisti proprio su questa tematica, però, la Ferrari ce l’ha avuto in pista, in quel Charles Leclerc che ha fatto uno stint su gomme medie da paura, allungando non solo la vita della gomma dichiarata da Pirelli e (poco) provata nelle prove libere ma dando sfoggio di efficacia sopraffina anche per quanto concerne i tempi in pista. Leclerc oggi partiva ottavo, ha lottato per il podio. Tanta, tanta roba davvero. Bravo lui. 

Sempre per Leclerc, però, vale la pena affrontare un tema che forse abbiamo tritato e ritritato negli ultimi tempi: il monegasco sta soffrendo, il suo volto è sempre teso e mai, forse, negli ultimi tempi veramente sereno e sorridente. Perchè? E’ facile dirlo: si ritrova un compagno che pur avendo un talento innato forse nettamente inferiore al suo riesce a massimizzare i risultati in pista grazie alla sua costanza, intelligenza e lettura delle gare. E’ Carlos Sainz Jr. l’attuale grande problema per Leclerc? Forse si. 

Ultimo tema per quanto riguarda la Ferrari è legato al degrado della gomma. Questo si ricollega doppiamente ai temi affrontati sopra perchè sembra davvero evidente come la Ferrari progetto 2024 possa regalare ai suoi uomini un degrado gomma davvero buono, una macchina sincera e, di conseguenza, una libertà strategica che prima non si aveva. Certo, questa è una formula-gomma, lo sappiamo, ma rimane il piccolo dubbio legato al fatto che questo aspetto cosi bello e positivo possa essere la conseguenza del fatto che una prestazione super o al livello di Red Bull la Ferrari ancora non sia in grado di offrirla. Ma questo lo sapevamo dalla vigilia o anche da molto prima. 

Però per questo aspetti, per noi che scriviamo, il GP del Giappone 2024 rappresenta per la Ferrari la conferma della bontà della direzione intrapresa. E, forse, regalo migliore i ferraristi, in questo contesto, non potevano avere.  

Francesco Svelto
Francesco Svelto
Non tifo e non simpatizzo squadre e piloti. Amo tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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