venerdì, Settembre 30, 2022

F1 | Monza: la safety car maschera i soliti problemi Ferrari

Presto la federazione dovrà rendere noto le decisioni prese oggi. La safety car doveva essere sicuramente essere decisa immediatamente e invece sono passati quasi tre giri prima dell'intervento in pista.

La gara di Monza ha lasciato l’amaro in bocca ai migliaia tifosi Ferrari. Ma la safety car ha in realtà mascherato i soliti problemi Ferrari ai box.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

Il GP d’Italia appena concluso lascerà l’amaro in bocca per anni ai tifosi arrivati oggi a vedere la gara. A Monza il GP è terminato sotto regime di safty car con una bolgia di fischi da parte del pubblico.

Tutti speravano in un finale al cardio palma tra Leclerc e Verstappen, ma anche un grande Sainz in un recupero per la terza posizione. E invece il trenino finale sotto safety car è stato tutto quello che di brutto un appassionato potesse sperare.

Presto la federazione dovrà rendere noto le decisioni prese oggi. La safety car doveva essere sicuramente essere decisa immediatamente e invece sono passati quasi tre giri prima dell’intervento in pista.

Un ritardo clamoroso da parte della federazione che ha rovinato di fatto una gara che poteva avere un finale dal gusto emozionante. Oltre a questo, la safety car è entrata in pista davanti Russell. Quando sarebbe dovuta entrare davanti al leader della gara Verstappen. Questa situazione della safety car che rovina le gare di F1 ormai sono anni che se ne parla, ma la federazione sembra avere tappi alle orecchie e non sentire. Oggi di fatto è stato seguito alla lettera il regolamento, ma perché fare un errore così grossolano, e rovinare lo spettacolo? E poi, perché oggi non esporre le bandiere rosse? Un trattore in pista e nessuna bandiera rossa.

Gli americani di Liberty Media puntano tutto sullo spettacolo e poi alla safety car dai un potere del genere, e permetti errori gravi del genere. Verstappen amareggiato di aver vinto così, Leclerc amareggiato per non aver avuto la possibilità finale di giocarsela, i tifosi di non aver visto un finale di gara degno del nome del tempio della velocità. Insomma la federazione se vuole davvero far recuperare credibilità a questo sport dovrà intervenire. Ricordiamo che lo scorso anno il finale di stagione è stato un altro momento di protagonismo della safety car. La gara di oggi porta però con se un altro messaggio. Il box Ferrari non c’è. Proprio non ci siamo neanche oggi. Far fermare Leclerc al 13 giro sotto regime di Virtual Safety Car è stato un vero suicidio. Da far si che la Red Bull potesse fare una strategia sulla tua gara in testa, la Ferrari si è messa nella condizione di dover far lei strategia sulla Red Bull. In gara abbiamo sentito ok con il plan B, poi diventato plan C. Strategie che cambiano ogni volta poiché rovinate da scelte impulsive, scellerate e senza senso da un box sempre più in confusione.

Sinceramente dopo la gara di oggi l’unica cosa che ci si sente di dire è rispetto. Rispetto per i tifosi che riempiono Monza colorandola completamente di rosso, rispetto per Leclerc che dimostra sempre di saper far la differenza e portare la differenza. Ma soprattutto rispetto per la Ferrari, la sua storia e tutto quello che rappresenta e ha rappresentato per la F1. Oggi la safety car ha mascherato i soliti problemi della Ferrari ai box. E quando finiranno le scuse, si tornerà ad essere lucidi e tirare le somme. 110 punti di distacco. Questo basta e avanza per meditarci su e ricordarsi la parola rispetto.

Federico Caruso
Federico Caruso
Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.

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