mercoledì, Settembre 28, 2022

In F1 il primo avversario di un pilota è il compagno di squadra

Il risultato del Gran Premio di Silverstone ha suscitato molte chiacchiere. La vittoria di una Ferrari, che dovrebbe inorgoglire tifosi e stampa, ha però innescato polemiche e discussioni che non accennano a fermarsi. Anzi, si animano sempre più.

Allora, diciamo subito una verità: in Formula 1 il primo avversario di un pilota è il compagno di squadra. Non è solo una ovvietà: lo affermava con determinazione Eddy Cheever quando commentava con me i GP. Lo anno dimostrato decine e decine di casi che hanno poi suscitato polemiche a non finire.

Si potrebbero citare le guerre fra Piquet e Mansell in Williams, o le vicende che privarono Clay Regazzoni del titolo iridato nel 1974, in casa Ferrari con Lauda birichino.

Si arrivò al punto che in un Gran Premio degli USA, quando la squadra Ferrari era formata da Chris Amon e Jackie Ickx, siccome Amon non riuscivo a vincere una gara ed Ickx non poteva correre perché aveva un braccio ingessato, il DS dell’epoca Franco Gozzi combinò con i piloti uno stratagemma: Ickx, che era stato invitato dall’organizzazione del GP a dare il via da mossiere con la bandiera ( così era a quei tempi!), avrebbe contato fino a tre prima di dare il via in modo da favorire Amon che partiva in prima fila e quindi avrebbe avuto un vantaggio in partenza.

Sapete come andò a finire? Che Ickx alzò subito la la bandierina ed Amon restò lì impalato mentre gli altro lo superavano. E non vinse neanche quella gara.

Quindi il contrasto fra due piloti di una squadra è certo. Spetta al team gestire nel migliore dei modi le vicende anche grottesche, a volte.

Nel caso di Silverstone mi sembra che Sainz, seppure con qualche resistenza, avesse accetto di far passare Leclerc quando gli è stato indicato nella prima parte di gara.

Quindi se poi sembra essere stato favorito Sainz nel pit-stop durante la safety car sarebbe una situazione di parità. Ma dalla Ferrari arrivano altre spiegazioni relative ai tempi di incrocio al box delle due macchine e noi non possiamo valutare i calcoli legati a quei momenti frenetici di macchine che entrano ed escono dalla pit-lane.

In ogni caso mi sembra che Binotto abbia affermato qualche Gran Premio fa che la Ferrari quest’anno non mira al titolo iridato. Quindi in quest’ottica ci sta la scelta a favore di Sainz, che poi ha vinto: rinvigorisce il morale del pilota – che ne aveva bisogno – e per la squadra l’obiettivo della vittoria, per giunta proprio a Slverstone è raggiunto.

Sarà determinante a fine Campionato quella manciata di punti persi da Leclerc?  Io non credo. Se poi dovesse essere così, Leclerc potrà vantare un bel credito nei confronti dell’azienda e degli appassionati.

 

Renato Ronco
Renato Ronco
giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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