Monaco 2018: quando Daniel Ricciardo era sul tetto del mondo

F1 – nel 2018 a Monaco Daniel Ricciardo si imponeva nel GP più affascinante della stagione, salendo sul tetto del mondo. Una brusca discesa quella della carriera dell’australiano.

Daniel Ricciardo nel GP di Monaco 2018 scriveva una pagina di storia della sua carriera e di quella della Red Bull. L’alfiere australiano, era probabilmente nel suo periodo di forma migliore, frenato soltanto dalla scuderia stessa e dall’affidabilità. Sin dagli inizi inserito nel programma piloti della scuderia austriaca, Ricciardo si mette in mostra dai kart fino alla serie minori. L’esordio in F1 nel 2011 arriva con una inaffidabile HRT.

I due anni successivi in Toro Rosso danno un assaggio delle capacità dell’australiano, in grado di mettere in cattiva luce i giovani piloti Red Bull. Lo consacra la stagione 2014 in cui mette in secondo piano il campione uscente in Red Bull, Sebastian Vettel. Da quel momento, Ricciardo diventa la punta di diamante della scuderia di Horner…fino all’arrivo di Max Verstappen. Il rapporto con Max è stato complesso, nonostante siano buoni amici fuori dalla pista. Ricciardo ha sempre avuto modo di dimostrare di avere il coraggio e il talento di stare davanti all’olandese, basti pensare che nel GP di Monaco 2018, Max non prese parte alle qualifiche per un suo errore. Finitogli davanti nel 2016 e 2017, la storia sarebbe stata destinata a ripetersi anche nel 2018, se non fosse per la scarsa considerazione della Red Bull. Verstappen completava le gare, mentre Ricciardo no, era sempre vittima di problemi.

Ricciardo non ha dato motivo alla Red Bull di preferire, a livello di prestazioni, l’olandese a lui. La storia ad oggi recita un copione diverso, che sicuramente dà ragione a Max, ma il trattamento riservato dalla Red Bull a Ricciardo è stato irriconoscente. I continui ritiri e le reazioni trasparenti ai buoni risultati di Ricciardo lo hanno allontanato dalla Red Bull. Quello di oggi è un Daniel che è solo l’ombra di quello del GP di Monaco. Assoluto dominatore in tutte le sessioni e in grado di vincere il GP con problemi di potenza per più di metà gara. Dopo di quello, la vittoria di Monza nel 2021 e qualche podio di spessore con una Renault non competitiva.

Quello che a tutti sembrava uno dei talenti più frizzanti e promettenti del circus, anche a dimostrazioni della costanza nei risultati, è ad oggi un pilota perso, incostante. Influenzato da scelte sbagliate e lontano dalla sua forma migliore, che, sicuramente, gli avrebbe permesso di lottare per il titolo.