F1 | Porpoising: un tema che ritorna

A Barcellona è ancora presto per capire chi davvero è più veloce. Su tutte le monoposto è tornato un fenomeno tipico dell’effetto suolo, il porpoising.

I tempi di Barcellona al momento non sono ancora indicativi per avere un quadro chiaro di quelli che al primo GP in Bahrain saranno i valori in campo. Barcellona però è già utile per comprendere quale sarà uno dei tempi principali di inizio stagione.

Il fenomeno del porpoising ovvero del saltellamento.

Tutte le monoposto in rettilineo tendono a saltellare mostrando un tipico problema che già le vetture ad effetto suolo di 40 anni fa avevano. Cosa succede?

 

Nelle macchine ad effetto suolo i canali venturi creano un passaggio d’aria sotto la monoposto che aumenta in maniera accentuata il carico aerodinamico. Questo fa si che la macchina si abbassi sino a che essa impedisce il naturale scorrere dell’aria sotto al fondo vettura. Si arriva sino ad una fase in cui si perde il carico aerodinamico che causa un momento di stallo che alza la vettura  finche non si ricreano le condizioni che permettono il ritorno del carico da effetto suolo.

Ciò si traduce in un continuo e fastidioso saltellamento della monoposto soprattutto in rettilineo alle alte velocità. Un fenomeno che contribuisce a rendere complessa la messa a punto delle vetture.

Se nelle wingcar degli anni 80 il porpoising era già cosa nota oggi abbiamo una variabile in più. Le gomme da 18 pollici sono molto più rigide di quelle della passata stagione.

 

Fino alla scorsa stagione era il pneumatico ed in particolare la spalla la prima linea dell’ammortizzatore ma oggi con le gomme da 18’ è necessaria una sospensione più morbida. Una sospensione più morbida non fa che accentuare il saltellamento della macchina che se fosse più rigida con le nuove gomme risulterebbe inguidabile.

Ecco che limitare il fenomeno del porpoising è il primo grande tema stagionale. Chi sarà in grado di conviverci avrà un gran bel vantaggio già nelle prime gare.

Una vettura che saltella non solo è fastidiosa per il pilota ma impedisce alla monoposto di essere efficacie  nella fase di staccata. Irrigidire la macchina andrebbe a scapito delle gomme che verrebbero caricate di ulteriori stress.

Ferrari ed Alfa Romeo sembrano patire un po’ di più questo fenomeno che però non esclude nessuno.

 

Alessandro Francese
Alessandro Francese
Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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