F1 | Cavicchi: “Ferrari e piloti italiani, è una vita che va avanti così!”

Quello della Ferrari e dei piloti italiani è sempre stato un tema delicato. Ce ne parla Cavicchi con serenità a Pit Talk; semplicemente  oggi è non è possibile.

Quello della  Ferrari e dei piloti italiani è sempre stato un argomento delicatissimo da toccare. Accadeva già ai tempi di Enzo Ferrari, non è una novità di oggi. Pochi italiani hanno avuto la fortuna di guidare la rossa  solo Ascari è riuscito a vincere il titol. Poi grandi nomi  come ,Musso, Farina, Bandini, Merzario e più recentemente Alboreto, Badoer e Fisichella.

Grandi promesse poche soddisfazioni.

Ai microfoni di Pit Talk Carlo Cavicchi ci dice:

“Ferrari e gli italiani. E’ una vita che va avanti così. Giovinazzi ha corso in questi anni anche grazie all’appoggio della Ferrari. Prendere un pilota così è sempre una cosa che genera molti problemi. Se ne parlava anche con Ferrari da vivo. Se non va bene bisogna difendere il pilota e non la squadra, cosa che in Ferrari non hanno mai amato. Non è facile, un pilota italiano deve sempre imporsi. Giovinazzi è molto bravo ma non abbiamo il pilota che obbliga la Ferrari a mettere gli occhi su di lui. Lo dico con molto affetto ma non abbiamo il Verstappen o il  Leclerc italiano. Poi loro hanno la loro Academy (Ferrari Driver Academy) che deve avere un senso e un seguito. E’ un tema che ricordo da sempre, gira da tantissimo tempo.”

“Siamo in un modo dove vanno a prendere i bambini basta che vadano forte. Non siamo negli anni ’80 dove c’era il pilota con la valigia. Di piloti poveri  arrivati al top ne conosco veramente pochi. Alboreto ha avuto la fortuna di trovare uno che credesse in lui. Stroll ha i soldi ma va forte, il livello della F1 è altissimo. L’ultimo prende solo 2,5 secondi dal primo, vanno quasi tutti uguali. Non credo ci siano piloti scadenti oggi in F1!.”

 


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna