F1 | Gomme da 18 pollici ecco i cambiamenti tecnici

La Ferrari ha concluso a Jerez un test sulle gomme con cerchi da 18 pollici. Gomme che saranno in uso dalla stagione 2022. Vi voglio qui riproporre un articolo che scrissi già nel 2019 per Autosprint a seguito di un’intervista che realizzai all’Ingegner Enrique Scalabroni con cui analizzammo le differenze, le problematiche e le opportunità che queste nuove coperture potranno dare ai team di F1 dal 2022. 

di Antonio Granato da Autosprint di Settembre 2019


Continua lo studio da parte della Pirelli e della Federazione dei pneumatici con cerchi da 18” che dovranno debuttare in Formula 1 a partire dal 2021. Sono molti, ovviamente, gli interrogativi che ruotano intorno a questa scelta e su come questo cambiamento si ripercuoterà sul comportamento delle vetture e sui loro aspetti tecnici.

La prima considerazione che verrebbe è quella di immaginare una gomma, vista la spalla ben più bassa, con un potere ammortizzante minore e uno schema sospensivo completamente da rifare. Parlando però con L’Ing. Enrique Scalabroni (ex di Williams, Ferrari e Lotus) abbiamo scoperto che queste modifiche agli pneumatici non comporteranno modifiche alle sospensioni e che sarebbero ben altri gli aspetti che subiranno grosse conseguenze dal cambio di formato della gomma.

Sospensioni: Il tecnico argentino, infatti, ci ha spiegato come già oggi la spalla di una gomma di F1 sia, nella zona più vicina al cerchio, molto rigida, mentre la parte che effettivamente è più morbida, al quale è consentita una certa deformazione, è sola quella più esterna, vicino al battistrada, una porzione di circa 30 – 35 mm. Non cambierebbe quasi nulla del potere ammortizzante della gomma sarebbe praticamente lo stesso e la sospensione, quindi, con la nuova tipologia di gomma non necessiterebbe di nessun intervento.

Saranno altri però i problemi tecnici da affrontare in futuro:

Rischio tagli: Una spalla ben più bassa dell’attuale potrebbe esporre i piloti a grossi rischi di tagli alle gomme, provocati dal contatto del cerchio con il battistrada nel caso di urto duro contro un cordolo. Il cerchio sarebbe molto vicino al suolo e alla mescola e una salita o un pizzico ai cordoli potrebbe mettere a contatto lo spigolo del cerchio con la gomma provocandone il taglio.

Il tecnico ex Ferrari ed ex Williams ci ha poi indicato quello che secondo lui è il vero punto critico delle gomme con cerchio da 18”.

Temperature: Oggi, infatti, si riesce a trasferire il calore del disco e cestello molto agevolmente alla gomma, grazie proprio alla vicinanza i componenti frenanti hanno con il cerchio. Ampliando il diametro del cerchio però ci si allontanerebbe dall’assieme frenante e creerebbe grosse difficoltà nel riscaldare il pneumatico (considerando anche l’abolizione delle terme coperte n.d.a). Un problema non facilmente risolvibile e che potrebbe trovare rimedi intervenendo sulle dimensioni dell’impianto frenante non senza però ripercussioni aggiuntive.

Freni: Un rimedio al trasferimento di calore tra cestelli freni e gomma potrebbe trovarsi nella maggiorazione del disco frenante ma, allo stesso tempo, si dovrebbero miniaturizzare le pinze per non eccedere, grazie al maggiore coppia frenante, nella forza di decelerazione. Con un disco più ampio la pinza godrebbe in una leva maggiore e a parità di dimensioni genererebbe una coppia frenante impressionante tanto da mettere anche a rischio la tenuta fisica del pilota.

Altro aspetto che verrà profondamente coinvolto è l’aerodinamica.

Aerodinamica: Anche se le gomme avranno un diametro maggiore, grazie alla riduzione della larghezza degli pneumatici anteriori la sezione frontale diminuirà ed il drag complessivo generato dalle gomme sarà minore.

C’è il rischio però che allo stesso tempo l’aerodinamica della vettura possa subire degli effetti negativi. La gomma, come ci suggerisce l’Ingegnere Scalabroni, se non dovesse essere adeguatamente chiusa da speciali carenature potrebbe perdere la sua funzione di end-plate, lasciando passare al suo attraverso una grossa quantità d’aria. Sarà come aprire una finestra, tra esterno ed interno vettura, vista anche la distanza che sarà presente tra freno e cerchione. Danneggiando, ancora una volta, la gestione delle temperatura dei freni e delle coperture. Bisognerà capire quindi se la Federazione permetterà, o meno, la chiusura parziale, dei cerchi; soluzione apparsa nei modelli in studio in galleria del vento ed in alcuni modelli.

Tanti punti da risolvere e capire e che al momento senza un regolamento tecnico pienamente definito lascia ancora punti oscuri e molti interrogativi. Tutto ciò ci fa capire come su una vettura di Formula 1 variare anche un solo elemento influenzi a “cascata” tutto un intero progetto.

A fine telefonata l’Ingegnere mi dice: “sa che se rendessero le vetture sempre più standard chi sarebbe a giovarne? Newey!” “come Newey?” gli dico io… e lui: “più si rendeno strette le tolleranze e più stretti gli spazi di manovra e più, chi è geniale, può inventare cose che gli altri non immaginano…”


Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato