F1 | Monza: Mercedes, battuta d’arresto, penalità e polemiche

Un weekend iniziato da assoluti dominatori (nonostante le nuove direttive tecniche che impedivano l’utilizzo delle mappature differenziate in qualifica e gara) si conclude con un doppio arrivo fuori dal podio a causa di una gara pazza ed episodi che hanno condizionato il risultato finale. 

| a cura di Fabrizio Bianchini

Il week end del gran premio d’Italia di F1 a Monza non avrebbe dovuto riservare sorprese per la Mercedes e fin dalle prove libere il leitmotiv del gran premio sembrava lo stesso visto fin qui durante la stagione, con Hamilton e Bottas a scambiarsi la prima posizione.

Il sabato ha visto Lewis Hamilton centrare una pole position devastante, con record della pista e pochi millesimi di vantaggio su Bottas. Tutto normale fin qui, ma il cartello esposto con la vittoria numero 90 già data a Lewis Hamilton suonava come una sfortuna annunciata e così è stato.

La partenza ha visto Hamilton schizzare via, con Bottas autore dell’ennesima partenza incolore, perdendo addirittura tre posizioni.

La prima parte di gara ha visto un dominio incontrastato da parte di Hamilton, fin quando la Haas di Magnussen ha pensato bene di ammutolirsi all’uscita della parabolica.

La direzione gara ha quindi mandato fuori la Safety Car con chiusura della Pit Lane, come da regolamento.

Il fattaccio avviene proprio qui: il box Mercedes fa confusione e richiama Hamilton ai box, con il semaforo rosso all’uscita della parabolica e il semaforo verde all’uscita della Pit Lane stessa. La Mercedes numero 44 finisce immediatamente sotto investigazione, con penalità di Stop And Go.

L’incidente di Charles Leclerc alla ripartenza della Safety Car causa addirittura la bandiera rossa, con le monoposto costrette a rientrare in pit lane.

La penalità a Hamilton è sembrata quindi una sentenza, due giri per scontarla a gruppo compatto, il che vuol dire in un gran premio come Monza dove si perde tantissimo tempo al pit stop, rientrare in fondo al gruppo ad una trentina di secondi dal leader della corsa.

Hamilton non si perde però d’animo, sconta la penalità e riparte, imprimendo alla sua rimonta un ritmo forsennato in cui arriva a girare quasi due secondi più forte del leader, Pierre Gasly su Alpha Tauri.

Dopo essere tornato sul gruppo, inanella una serie di sorpassi fino ad arrivare settimo, due posizioni dietro a Bottas, mai in gara quest’oggi.

Il settimo posto di Hamilton, detentore del giro veloce e quindi del punto addizionale, non rappresenta una battuta d’arresto.

I suoi diretti rivali, ovvero Max Verstappen e Valtteri Bottas, chiudono rispettivamente con un ritiro causa problemi al motore e con un quinto posto che ha davvero dell’incredibile.

Il gap tra Hamilton e Bottas a parità di macchina è di 47 punti. Hamilton comanda il mondiale di Formula 1 con 164 punti, secondo Bottas a 117 e terzo Max Verstappen con 110. La Mercedes è in testa al mondiale costruttori Di F1 con 281 punti, segue Red Bull a 158 e McLaren a 98.

Il divieto del Party Mode a partire da questo gran premio, avrebbe dovuto sancire un’incrinatura del dominio Mercedes, risultato in parte centrato: le monoposto della stella a tre punte non hanno più la velocità di punta mostruosa vista nelle gare precedenti.

Tuttavia il risultato finale è decisamente bugiardo: senza l’incomprensione con il box, il numero 44 avrebbe dominato la corsa, vista anche l’incredibile rimonta che lo ha visto protagonista con il settimo posto finale, due posizioni soltanto dietro al compagno di squadra.

Le ombre nel box Mercedes sono tutte dalla parte del finlandese: mai in gara Bottas, evidenziando l’evidente differenza con Rosberg che era sempre pronto ad approfittare di ogni battuta d’arresto del compagno di box. Se Bottas è quello visto oggi, la lotta per il mondiale appare francamente già chiusa.


Fabrizio Bianchini

Da sempre appassionato di motorsport, specialmente del motorsport "old style" fatto di pazzia, romanticismo e odore di gomma bruciata.