F1 | Vicky Piria: “Conosco Leclerc, mentalmente è un animale!”

Vicky Piria è stata tra gli ospiti che sono intervenuti nell’ultima puntata di Pit-Talk. Con lei abbiamo parlato di molti argomenti, dalla W Series (campionato su monoposto per sole donne) dove corre, dalle differenze di guida tra una donna ed un uomo, per poi parlare di F1 e dei talenti presenti come Charles Leclerc.

E’ stato davvero un piacere aver avuto come ospite (per la prima volta) Vittoria “Vicky” Piria ai microfoni di Pit-Talk. Una chiacchierata davvero ricca di spunti, oltre che piacevole naturalmente. Non solo pilota, ma anche istruttrice di guida, insomma impegnata nel motorsport a 360°.

Innanzitutto le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza nella W Series, il campionato di monoposto monomarca riservato a piloti donna nato nel 2019. Tra l’altro Vicky è stata l’unica italiana ad aver partecipato  nella prima edizione di questo campionato molto combattuto. Sentite cos’ha detto Vicky cosa vuol dire correre in un campionato con sole donne:

 

“All’inizio ero terrorizzata dall’idea. Perché comunque è risaputo che le donne tra di loro sono delle… non dico la parola ma già avete capito. E’ partito tutto da una selezione, eravamo più di 60 ragazze, lì era proprio una gara, una sopravvivenza. Un po’ ci si faceva forza.

Siamo arrivate in Spagna in 28, e ne hanno scelte poi 18 a correre. Erano 4 giorni dove mettevamo dai 2 ai 3 set di gomme nuove al giorno, e di base erano delle mini qualifiche. C’era una graduatoria a livello di tempi, dovevi riuscire almeno a rimanere nei top-10 per essere sicuro.”

Un campionato a dir poco agguerrito, probabilmente molto più combattuto rispetto a tanti altri dove ci sono solo piloti uomini. Poi logicamente le è stato chiesto quando potrebbe ripartire il campionato W Series. Vicky ha risposto che bisognerà vedere come si evolverà la situazione, poiché questo campionato è basato in Inghilterra, nel bel mezzo della crisi dovuta al coronavirus quindi. Poi la W-Series si appoggia anche alla F1 ed al DTM, quindi molto dipenderà dalle decisioni che prenderanno gli organizzatori di queste due categorie.

Poi si è passati nell’ambito più tecnico, parlando di come al giorno d’oggi le monoposto di F1 (ma anche quelle di F2 o F3) siano molto meno fisiche rispetto a qualche anno fa. Quindi nei giorni attuali le donne dovrebbero avere meno problemi a guidare le monoposto a livello fisico, nonostante l’uomo abbia maggiore resistenza fisica.

“Uno se si ricorda le vecchie F3000, quelle che c’erano una decina di anni fa, erano rinomate per essere le macchine più toste al mondo. Ed effettivamente non c’erano donne a quei tempi, almeno che io ricorda. 

Io ad esempio non ho mai avuto problemi in F3, me la sono sempre cavata bene. Fisicamente ero anche fortunata, anche quando a 16 anni ho provato per la prima volta la F3. E’ molto soggettivo. Non ho mai sofferto con il collo! E mi ricordo di avere compagni di squadra maschi che soffrivano come dei cani. Mi sono sempre allenata nel tempo, mi sono sempre trovata bene. “

Vicky ci ha anche raccontato un’aneddoto riguardo l’halo, ovvero la protezione obbligatoria per il collo da agganciare nel retro del casco del pilota:

“Ragazzi, quando io sono andata a fare le prime lezioni stavo per mettermi a piangere. Avendo l’halo, hanno dovuto cambiare un po’ regolamento. Per evitare che il pilota quando va a sbattere con la testa contro l’halo, hanno praticamente messo una misura fissa del volante,  molto vicino al pilota. Quindi questo costringe ad avere molto meno leva, e invece di usare un po’ tutta la catena posteriore, quindi la schiena, ti porta ad usare solo praticamente la spalla. Ed io volevo morire! Poi mi sono allenata, e poi sono riuscita un po’ a sopperire a questo problema.

Con Vicky Piria si è parlato anche di F1 ovviamente, domandole innanzitutto se ha un pilota in particolare che l’ha ispirata? La pilota nativa di Milano è stata molto diretta ed al tempo stesso sincera nella risposta, affermando di prendere spunto un po’ da tutti. Come la consistenza di Hamilton, l’aggressività di Verstappen o la la forza mentale di Leclerc.

Proprio prendendo spunto dal pilota monegasco della Ferrari abbiamo chiesto un’opinione a Vicky Piria riguardo il talento, ma soprattutto la forza psicologica che ha dimostrato Leclerc al suo primo anno nel team di Maranello, dove la pressione è di casa in una scuderia così importante.

Non potrebbe essere altrimenti. Dimostrando di poter mettere in difficoltà un quattro volte campione del mondo come Vettel.

“Conosco bene lui, conosco benissimo il suo preparatore. Lui ha una forza mentale che veramente è allucinante, mentalmente è un animale. E’ uno poi preciso che si fissa su voler ottenere il risultato, sul volere una modifica sull’auto rispetto ad un’altra. Poi difficilmente si fa smontare, finché non arriva al suo obiettivo.

Questo è una forza che lui ha a dispetto di molti altri piloti, non solo a Vettel. Credo che hanno due modi di lavorare diversi, due stili di guida diversi. Arrivano anche da due generazioni di formule minori diverse. “

Poi per concludere, abbiamo interpellato anche le sue competenze tecniche da istruttrice di guida per chiederle se le monoposto di F1 odierne siano più giuste più per un pilota piuttosto che per un altro. Le monoposto di oggi si addicono più allo stile di guida di uno giovane come Leclerc, o di uno con più esperienza come Vettel?

“C’è il pilota che porta più velocità, fa scorrere un po’ più la macchina dentro la curva e c’è il pilota che magari frena più la macchina e poi riparte.

Queste sono due tendenze entrambe veloci, ma magari una si sposa meglio alla macchina per mille motivi. Un pilota deve sapersi adattare, sicuramente un pilota giovane ha più capacità di adattarsi? Non lo so. Comunque credo che se uno guarda i risultati di adesso, si avvicinano molto di più alla guida di questi piloti giovani. “

Alberto Murador


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".