F1 | Ronco: “Alla Ferrari si sbaglia troppo spesso nelle strategie”

La Ferrari domenica scorsa in Messico ha perso un’altra occasione per vincere il GP. La strategia di corsa e la gestione dei due piloti da parte del muretto hanno penalizzato il risultato finale della scuderia. Sull’argomento è intervenuto Renato Ronco ai microfoni di Pit-Talk. 

La Ferrari in questi ultimi GP sta dimostrando di aver raggiunto (a volte superato) la Mercedes a livello di performance, specialmente in qualifica. Eppure è già la terza corsa consecutiva dove la rossa non riesce a finalizzare nella giornata di domenica la pole position conquistata (Russia, Giappone, Messico). In gara la Mercedes ha forse ancora qualcosina in più in termini di passo. Però è anche la stessa Ferrari a gettare al vento alcune vittorie, con errori di strategia dal muretto box. Ed a volte su come vengono gestiti Vettel e Leclerc.

Avvio gara Messico 2019

Domenica scorsa nel GP del Messico con una strategia più appropriata per entrambi i piloti, per il team di Maranello sarebbe giunta la quarta vittoria stagionale.

Chiaramente con il senno di poi è troppo facile parlare, però, con due Ferrari in prima fila è doveroso aspettarsi una vittoria la domenica. E non un piazzamento sul podio e basta.

Su quanto accaduto domenica in Messico nel team di Maranello, è intervenuto ai microfoni di Pit Talk Renato Ronco. La voce storica di TMC  ha affermato che non ha importanza dire chi ha sbagliato di più, o di chi sono le colpe per la mancata vittoria del GP. Bensì che non è accettabile il fatto nel vedere una prima fila tutta rossa il sabato, e poi non veder riuscire a vincere uno tra Vettel e Leclerc.

“Dire quello che è stato sbagliato in questo contesto è inutile. Il fatto è uno solo; che sono partiti due in prima fila e non sono riusciti a vincere. Un’altra volta. E questo secondo me non è digeribile. Il perchè e il per come non lo voglio andare ad indagare. Sicuramente c’è stata una cattiva gestione della situazione. Questo è il fatto che emerge. Quelli che hanno sbagliato sono loro, all’interno della squadra.”

Poi tornando al discorso delle strategie di gara adottate dal muretto box della Ferrari, bisogna affermare che in più di un’occasione la “vittima” all’interno del team è stato Charles Leclerc. Salvo nel GP del Belgio dove Vettel è stato “sacrificato” per far vincere Leclerc. E’ chiaro che in casa Ferrari la strategia è uno dei punti deboli principali della squadra, anche a livello psicologico.

La doppia sosta di Leclerc si è rivelata poco efficace come strategia, mentre Vettel sarebbe dovuto rientrare qualche giro prima. Ronco ha ribadito il fatto che in casa Ferrari sanno di avere questo punto debole, cercando al tempo stesso di trovare una soluzione.

“Staranno cercando di capire qual’è il punto debole. Perché chiaramente il punto debole c’è. Se troppo stesso si sbaglia sotto questo profilo, cioè quello della strategia, della corretta preparazione mentale proprio direi quasi, vuol dire che qualcosa che non funziona c’è. E pensano che siano loro i primi a porselo questo quesito. Speriamo che lo risolvano già nelle prossime gare che ci separano dal termine del campionato. E poi in prospettiva per il 2020.”

Gli uomini diretti da Mattia Binotto devono lavorare particolarmente sotto questo aspetto, perché ora che la SF90 può lottare ad armi pari con la Mercedes, si deve puntare a vincere nelle restanti gare della stagione. Sarebbe una bella iniezione di fiducia all’interno del team di Maranello.

Soprattutto in ottica 2020. Anno fondamentale in casa Ferrari, poiché le basi per una vettura vincente ci sono, i piloti di certo non mancano, però con una Mercedes così forte bisogna essere sempre perfetti, senza concedere il minimo errore. Dagli errori dicono che si impari sempre. E tra gli errori ci si aspetta una maggiore maturità dal muretto box di Maranello nella gestione dei due piloti, ovvero del rapporto tra Vettel e Leclerc. Ancora non proprio definito all’interno del team.

Alberto Murador


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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