F1 | Francia, senza storia

Dorga, frazione di Castione della Presolana, nelle Alpi bergamasche. Sono qui in montagna in vacanza. In hotel non c’è Sky. Vado al Bar Moderno, il bar più frequentato, per gustarmi il Gran Premio di Francia. Vado per tempo. Vedi mai che ci sia pieno. So che è frequentato anche da giovani locali. Mi aspetto tifo e commenti salaci.

Il mega schermo è già acceso. Tre vecchietti seduti al tavolo giocano a carte. Le immagini provenienti dal Paul Ricard di Le Castelet non li interessano minimamente. Arrivano altre tre o quattro persone, tutte di età medio alta. Ed una coppia sessantenne che sembra molto interessata. Oh finalmente! Lui spiega alla moglie i particolari delle fasi pre-gara mentre Valsecchi si sgola per suscitare una grande attesa che in realtà non vedo attorno a me. Poi arriva un tizio medio-giovane che si piazza in posizione per vedere la gara. Ecco, arrivano. Macché! Di giovani neanche l’ombra.

Inni, partenza e gara iniziata. I tre vecchietti continuano imperterriti la loro partita a carte. Continueranno così per tutta la durata del Gran Premio.

La processione in pista nel giro di pochi minuti annuncia la classifica finale e si va avanti per un’ora e mezza. Ad un certo punto entra un signore che si avvicina allo schermo: “Questo è interessato!” penso. Invece si piazza davanti alla slot, lì di lato, e per una mezz’ora si da al gioco. Un paio di signore presenti, compresa mia moglie, si addormentano. Inutile rush finale di Leclerc.

Gara finita. Dominio di Hamilton e Mercedes. Bravo Leclerc. Da Vettel si sperava di più. La Ferrari non ha brillato. Qualche bel duello in zona metà classifica. Roba per competenti.

Ed i tre vecchietti continuano a giocare a carte. Non si sono accorti che la gara è finita. Anzi, neppure s’erano accorti che era cominciata.

La Formula 1 è davvero malata! Solo la Ferrari può salvarla.


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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