F1 | Alla scoperta del Red Bull Ring
 

 


F1 | Alla scoperta del Red Bull Ring

Secondo Gran Premio consecutivo in due settimane, la F1 si sposta in Austria a Spielberg, città che ospita il Red Bull Ring, circuito più veloce della stagione. Andiamo a vedere cosa ci aspetta.

Si vola in casa della Red Bull Racing in vista del GP d’Austria, per mettere le ruote su uno dei tracciati più corti del mondiale il Red Bull Ring o meglio, l’Österreichring, che con i suoi 4318 metri ci permette di assistere a tempi sul giro che potremmo definire “da kartodromo”.

Nel 2018 si è verificato un clamoroso colpo di scena con il doppio ritiro delle Mercedes, cosa che potrebbe sembrare surreale se si pensa alla situazione odierna, ma andiamo ad analizzare la struttura del tracciato e come dovranno adattarsi le scuderia per affrontare al meglio il weekend.

Il circuito di Spielberg, reinserito nel calendario (con un nuovo layout) dal 2014, si estende su 9 curve di cui solo una molto lenta, mentre le altre sono insidiose curve cieche o veloci. Il primo settore è caratterizzato dal rettilineo in salita, in cui sarà possibile sfruttare il DRS, e da curva uno, una curva veloce a circa 90°, che se presa bene, consente di affrontare il rettilineo successivo alla massima velocità e dare ottime chance di sorpasso, le scuderie avranno bisogno di tanta potenza e di tanta stabilità.

Il secondo settore vede l’entrata nella curva in salita più lenta del tracciato, la curva Remus, che porta nella seconda zona DRS e quindi sul secondo rettilineo della pista, poi subito curva 3, una ghiotta opportunità di sorpasso dopo aver attraversato a “full gas” il rettilineo, ma c’è il rischio di bloccare le anteriori in frenata. Da questo punto del tracciato in poi, serve il giusto compromesso tra potenza e stabilità in modo da poter affrontare la serie di curve veloci ad una velocità importante.

Basta una sbavatura su una singola curva per sbagliare tutte le successive, riuscire a mantenere un’alta velocità tra curva 4 e curva 8, consente di chiudere il giro con un ottimo tempo.

Le insidie del circuito austriaco si celano nella velocità in curva e nel sfruttare i cordoli a proprio favore, avendo tante curve veloci consecutive è necessario andare con una certa “violenza” sul cordolo in uscita, per mantenere la velocità e non perdere decimi preziosi, le uniche curve in cui non è necessario sfruttare il cordolo sono curva 2 e curva 3.

Le zone DRS sono 3, sul rettilineo del traguardo, sul rettilineo dopo curva 1 e sul rettilineo dopo curva 2.

Non è un tracciato che richiede tanto sforzo aerodinamico, ma necessita di un buon carico laterale, inoltre una Power Unit competitiva ti permette di giocarti la vittoria in un circuito di questo tipo, che già lo scorso anno vedeva le monoposto girare poco sopra il minuto.

A soffrire nel corso di questo Gran Premio non sono gli pneumatici, ma i freni che, specialmente in curva 2 e curva 3, sono sottoposti ad una decelerazione violenta, che vedrà l’alzarsi delle temperature.

L’aerodinamica non la fa da padrone, quindi ciò che conta sono i cavalli per poter strappare una Pole Position e avere un ottimo passo gara, proprio per questo è il tracciato più veloce del calendario.

Speriamo che questo weekend si riveli più emozionante rispetto al deludente Gran Premio di Francia che ha fatto nuovamente discutere fan e piloti della F1.


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