McLaren: Nuove bruciature e mattinata di test persa

L’inedito binomio McLaren-Renault doveva riscaldare gli animi dei tifosi, ma per ora si limita a surriscaldare la vettura: la scorsa settimana segni di bruciature lungo la carrozzeria, oggi un’altra cocente delusione con la monoposto ferma ai box quasi per l’intera mattinata. Il tutto mentre il Montmelò s’infiamma per il testa a testa Ferrari-Mercedes e la Toro Rosso – Honda fa segnare il quarto tempo con 53 giri all’attivo.

Test di Barcellona. Giorno 1. McLaren in pista. In principio è stata una ruota dispettosa che ha arenato nella ghiaia le velleità di Alonso dopo soli sei giri. Poi l’auto ha rivelato le prime avvisaglie di surriscaldamento quando dei segni di bruciature hanno fatto la loro comparsa sul cofano della MCL33. L’indomani tocca a Vandoorne fermarsi dopo aver percorso 37 giri. Ancora una volta si parla di surriscaldamento.

Eric Boullier minimizza parlando di un “guasto da 2 sterline”. Il cedimento di un componente di fissaggio scarico, un semplice bullone rotto, ha causato la bruciatura di tutto il retrotreno e delle sue componenti, danneggiatesi per l’eccessivo calore sprigionato in quell’area specifica. “Ci è costato un sacco di tempo perso. Abbiamo dovuto ricostruire la scatola del cambio e le parti del posteriore” spiegherà il team principal McLaren. Per ovviare all’inconveniente i meccanici hanno praticato due piccole fessure, due slot, in prossimità dei segni delle bruciature, in modo da permettere una migliore respirazione dell’area dello scarico in prossimità del condotto di uscita del turbocompressore.

Boullier sostiene che “nella prima settimana di test tutte le squadre si occupano di trovare le soluzioni giuste per il raffreddamento. Quando si ha un nuovo fornitore di motori è possibile che si verifichino dei surriscaldamenti”. Vero. Certo. Resta però preoccupante constatare che la scorsa settimana, a fronte di temperature rigide e brevissimi stint ad ogni rientro ai box si sia creata la necessità di puntare dei soffiatori nelle aperture ai lati del cofano per raffreddare la zona.

Oggi si è verificata l’ennesima battuta d’arresto. Dopo soli 4 giri Stoffel Vandoorne è stato costretto ad un lungo stop: una rottura ed evidenti segni di bruciature hanno fermato il team per l’intera mattinata. Il belga è rientrato in pista a ridosso della pausa pranzo percorrendo altri sole 3 tornate. Il responso della giornata è stato fin ora impietoso per il team di Woking: ultimo tempo, con un crono di 1’24″773, e soli 7 giri all’attivo.

A rendere più grave il già disastroso bilancio ci pensa la Toro Rosso, da quest’anno motorizzata Honda: suo il quarto tempo con ben 53 giri percorsi da pierre Gasly. Una conferma per la scuderia faentina, che già la scorsa settimana si era distinta per costanza, accumulando un totale di 324 tornate.

Insomma, mentre i tori scalpitano (buone anche le prestazioni RedBull, terzo tempo e 85 giri siglati fin ora da Max Verstappen) sembra che la McLaren abbia ancora molta strada da percorrere per conquistare il traguardo dell’affidabilità.


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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