lunedì, Agosto 15, 2022

Quello che la F1 non ha saputo fare

Settembre1994. Pista di Laguna Seca, California. Sta per partire l’ultima prova del Campionato di Formula IndyCar. Sono nella postazione di commento e mi appresto ad effettuare la telecronaca in diretta della gara. Ma nel giro di formazione accade qualcosa di inaspettato.

Anziché partire secondo lo schieramento delle qualifiche, a sorpresa per tutti, pubblico e stampa, non è il poleman a muoversi per primo ma è Mario Andretti, che ha il quinto tempo.

Il mitico Mario è alla sua ultima gara della carriera in Formula Indy. Ha 54anni ed ha vinto sia la 500 Miglia di Indianapolis che il titolo di Campione della F. Indy. In Formula 1 ha gareggiato e vinto anche con la Ferrari ed è stato Campione del Mondo nel 1978 con la Lotus. Ha gareggiato e vinto con le Ferrari e le Alfa Romeo Sport. Ha tentato anche la 24 Ore di Le Mans per poter conquistare il grande Slam giungendo secondo nel 1995

Mario è un pilota conosciuto in tutto il mondo ed amato dai tifosi americani. Quasi in ogni città o villaggio degli USA c’è un club di suoi fans. Affetto meritato perché Mario, oltre che un grande campione che ha corso con tutto e dappertutto è una persona umanamente squisita: e lo è sempre stato. Si, prima o poi ve lo dobbiamo raccontare il grande “Mario”.

Per la sua ultima gara la F. Indy ha dunque deciso di porgere un omaggio al grande pilota: effettuare tutto il primo giro davanti allo schieramento , mentre la folla di appassionati – e qui sono tanti e veri – applaude ed inneggia al grande campione che saluta dall’abitacolo, accompagnato dall’entusiasmo dello speaker e di tutto il paddock.

Il giro di ricognizione e di saluto di Mario Andretti

Quello che la Formula 1 non ha mai saputo fare!

Al termine del giro Mario riprende la sua posizione in terza fila e la gara di avvia allo start.

Una scena stupenda, emozionante, che ho vissuto in prima persona e con il privilegio di poterla raccontare in diretta al pubblico italiano di appassionati non solo della F. Indy ma di tutto lo sport automobilistico.

La cerimonia – così la si può definire – non era stata annunciata, ma in realtà era la conclusione di un’operazione che aveva preso il via ad inizio stagione con la prova di Phoenix, a marzo, quando Andretti aveva annunciato che quello sarebbe stato il suo ultimo anno di gare.

L’operazione si chiamava “ Arrivederci Mario” e per tutto l’anno aveva coinvolto, gara dopo gara, una serie di incontri con i tifosi. Addirittura la Coca-Cola aveva prodotto per tutto l’anno una serie di lattine della bevanda con l’immagine di Andretti e la scritta “ Arrivederci Mario” ( un cimelio che conservo gelosamente) che ora fa parte dei memorabilia della F. Indy e del pilota, insieme a magliette, cappellini e gadget vari che per tutto l’anno sono stati acquistati ed ambiti da una marea di appassionati. Un’ulteriore prova di quanto Andretti sia stimato ed amato negli USA.

Purtroppo in Formula 1 non si è mai stati capaci di salutare in questo modo i grandi protagonisti della storia ormai più che sessantennale della specialità.

Sappiamo che la Liberty Media, nuovo proprietario della categoria, ha grandi progetti per avvicinare la gente alle piste, alla F 1. Questo episodio legato all’addio alle corse di Mario Andretti potrebbe essere un’idea da seguire

Renato Ronco
Renato Ronco
giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963
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