F1 | Alonso racconta il circuito di Austin

Fernando Alonso descrive il circuito di Austin, apprezzandone la conformazione e le caratteristiche di guida.

di Giulio Scaccia 

Alonso non ha mai vinto qui ad Austin. Siamo alla quinta edizione del Gran Premio delle Americhe, sul circuito  progettato dalla HKS, inc. con la supervisione del conosciutissimo e quasi “famigerato” architetto tedesco Hemann Tilke. Qui ricordiamo che nel 2012, alla prima edizione, giunse terzo con la sua Ferrari dietro il vincitore Hamilton e il futuro campione del mondo Sebastian Vettel. Fu una gara difficile e ancora più difficili le prove con il team di Maranello che decise di retrocedere Massa per fargli guadagnare una posizione in griglia, dopo una sessione di prove non troppo brillante.

La pista segue l’andamento altimetrico e, nonostante un lungo rettilineo, richiede carico aereodinamico e precisione nella guida.

Alonso-Dennis-638x425Dopo la brutta prova della McLaren in Giappone a casa della Honda, la speranza per Alonso e Button è quella di arrivare almeno nei punti.

Fernando racconta così la pista di Austin:

Il Circuito delle Americhe è una sfida per tutte le monoposto, considerato che ogni settore della pista offre qualcosa di completamente diverso. Il primo tratto richiede molta precisione, la prima curva è in salita e di fatto alla cieca. I cambi di pendenza impegnano molto l’auto ed è importante avere tanta trazione in uscita dalle curve. E’ una pista veramente esaltante per i piloti, conta molto anche la stabilità in frena e il ritmo sale giro dopo giro. La città di Austin mi piace molto, sono contento che torniamo a correre lì, ma la cosa più importante sarà trovare il giusto assetto e migliorare durante il fine settimana.

Alonso spera di poter fare la differenza in una pista dove il telaio della sua McLaren potrebbe sopperire almeno in parte alle carenze della Power Unit Honda.

 


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

Lascia un commento