F1 | Perez racconta la sua esperienza in McLaren
 

 


F1 | Perez racconta la sua esperienza in McLaren

In un’intervista rilasciata sul sito della McLaren, Sergio Perez parla della sua esperienza nel team di Woking. 

 Dopo la deludente stagione 2013, “Checo” Perez non aveva più rilasciato dichiarazioni rilevanti su questa parentesi della sua carriera. Ora che ha ritrovato la serenità e buoni risultati con la Force India, il messicano è tornato a parlare di quell’anno, proprio sul sito del team di Woking.
Perez racconta di come il primo contatto avvenne a Valencia, quando Martin Whitmarsh, allora team principal della McLaren, cercò di convincerlo a non firmare per la Ferrari, adducendo anche la priorità che il team gli avrebbe dato, visto il quasi certo addio di Lewis Hamilton. La situazione però divenne concreta solo a Singapore, al punto che il giovedì dopo la gara aveva già firmato per la McLaren un contratto della durata di 12 mesi.
Perez-Baku-2016-1-436x291Il pilota messicano rimase affascinato dalle strutture e dall’opportunità concessagli, dato che rimpiazzava il campione inglese. La monoposto che avrebbe guidato, la MP4-28, era un concentrato delle migliori soluzioni del momento, ma nonostante questo le prestazioni mancarono per quasi tutto l’anno. Perez ricorda comunque momenti belli e brutti di quel 2013: la Cina fu uno dei momenti peggiori, mentre ricorda con piacere i GP del Bahrain in cui lottò con Jenson Button: il ricordo va anche ai Gran Premi degli USA e del Brasile, con cui concluse il campionato in modo positivo. Racconta anche di essere stato in debito con la fortuna, a causa di forature in Gran Bretagna e in Corea, e di un contatto con Rosberg in Giappone.

button-perezLa favola, purtroppo per lui, si concluse prima di Austin, quando Whitmarsh gli annunciò il siluramento. Come ricorda lo stesso Perez, fu un momento molto difficile, da cui molti non si sarebbero ripresi. Tuttavia, nonostante questo, tenne duro e non molto tempo dopo arrivò la chiamata della Force India. Il resto è storia.

 Quella di Pérez è una bella storia di resilienza: nonostante un’annata molto difficile per la McLaren, che di fatto aveva gettato alle ortiche il buon lavoro fatto nel 2012, il pilota messicano ha sempre cercato di trarre il massimo da quell’esperienza, riuscendo anche a divertirsi in molti casi. Soprattutto il siluramento avvenuto prima della gara di casa, cosa non nuova da parte del team inglese, l’abbiamo visto con Magnussen alla fine del 2015, avrebbe potuto abbatterlo, ma non si è dato per vinto, anzi ha chiuso l’anno in bellezza e si è aggiudicato un sedile in un’altra scuderia. Tutto questo dimostra non solo la bontà, ma anche la capacità di adattamento e la resistenza di Perez. Per questo, e per le ottime prestazioni dimostrate in questi anni, meriterebbe un sedile più prestigioso in futuro. 

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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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