F1 | GP Singapore, per la Ferrari una scelta d’attacco

La Ferrari torna a Marina Bay dove lo scorso anno ottenne con Sebastian Vettel una splendida vittoria. L’ultima. Lo scenario è molto diverso rispetto al 2015. Cerchiamo di capire  se la Rossa potrà giocare le sue carte.

di Giulio Scaccia

La Ferrari arriva da due piste che sulla carta avrebbero dovuto agevolarla, più nei confronti della Red Bull che di una imprendibile Mercedes. SPA e Monza due piste di motore e basso carico aerodinamico, si sono dimostrate più favorevoli alla Rossa, anche se in Belgio in particolare il disastro al via ha vanificato la possibilità di ottenere punti preziosi. Dopo Monza il distacco tra Red Bull seconda e Ferrari terza è di 11 punti.

E Singapore? Sulla carta un terreno favorevole alla Red Bull che, oltre ad un probabile aggiornamento di motore, potrà contare su carico aerodinamico e trazione di primissimo livello. E forse infastidire una Mercedes che, lo scorso anno, faticò non poco.

ferrari_monzaLa Ferrari sta vivendo una stagione difficile con una macchina che ha un setting difficile da trovare, un motore che sembra rendere meno di quello che si dice e con problemi che spariscono e ritornanto. Ad esempio ad inizio stagione, nei test invernali, era sparito il cosidetto effetto “budino” in uscita dalle curve, che era il fenomeno visivo conseguente delle difficoltà di trazione endemiche della Rossa. Ora il problema, e da parecchie gare, sembra riapparso.

La Rossa e i suoi piloti sono speranzosi. La scelta è quella di una strategia di attacco. Lo scorso anno Vettel fu grandioso con delle sessioni di prove e una gara magistrale. La Red Bull di Ricciardo arrivò secondo ma sorprendentemente la Ferrari fu più competitiva.

La scelta di attacco si traduce in 9 ultrasoft sia per Vettel che per Raikkonen, contro le 7 di Mercedes e Red Bull. Tra i team di vertice quella con scelte più conservative la Mercedes, come era prevedibile.

I piloti Ferrari dovranno lavorare sul set up per migliorare la finestra di performance delle gomme e sopratuttto di evitarne una eccessiva usura. Singapore rivela sempre sorprese. Sopratutto per gli ingressi della Safety Car e per usura dei mezzi e stanchezza dei piloti, in quanto la gara arriva sempre alle fatidiche due ore.

L’azzardo speriamo che paghi. Insieme alle doti dei piloti e i segnali, lievi di ripresa.

 


Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.