F1 | Storia: GP Belgio 1968, Chris Amon dal dominio al ritiro
 

 


F1 | Storia: GP Belgio 1968, Chris Amon dal dominio al ritiro

Per omaggiare la memoria di Chris Amon, scomparso ieri all’età di 73 anni, vogliamo  provare a descrivere in poche righe l’essenza di quello che è stato un pilota che aveva tutti i numeri per essere un fuoriclasse ma che, purtroppo non è stato, per tutta una serie di circostanze sfortunate.

E forse la più rappresentativa, quella che dimostra tutte le qualità e la grande sfortuna del pilota australiano scomparso ieri a 73 anni si consuma a Spa, in un drammatico Gran Premio del Belgio che ha il sapore della delusione, della beffa, dei rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. Un fuoriclasse che aveva tutti i numeri per sfondare ma che la sfortuna ha toklto di mezzo, non regalandogli nemmeno una vittoria.

Risultato immagine per belgian gp 1968Siamo nel 1968 e c’è un antefatto, una scoperta di quelle che hanno contribuito negli anni a far crescere il mito dell’ingegner Forghieri, che decide di montare sulla Ferrari dell’australiano per la prima volta in assoluto un alettone posteriore e uno anteriore.

Novità che permise al pilota della Ferrari di dominare, è proprio il caso di dirlo, le qualifiche. Sul vecchio leggendario circuito di Spa, Amon fa il vuoto dietro di sé e guadagna un abisso nei confronti del primo degli inseguitori, Jackie Stewart: ben 4 secondi (ai tempi, a Spa si girava in 3 minuti e mezzo circa, il doppio della percorrenza attuale).

Un’enormità, arrivata grazie a un grande colpo di genio dell’ingegnere modenese, o forse no. E’ lo stesso Amon a bloccare i facili elogi all’ingegnere voluto dal Drake, attirando su di sé l’attenzione. E aveva ragione, perché utilizzò la stessa vettura senza alettoni e riuscì a staccare lo stesso tempo sul giro fatto con le appendici introdotte da Forghieri.

Risultato immagine per belgian gp 1968Un genio unito a un pilota incredibilmente forte; il risultato è semplicemente sensazionale e fa pregustare a Ferrari la possibilità di aver ingaggiato un futuro campione del mondo che 4 anni dopo prenderà il posto di John Surtees.

Tutto procede secondo i piani, la monoposto era perfetta e l’obiettivo era uno solo: tirare forte. E Amon non tradisce le attese, visto che parte a razzo e inizia ad accumulare un distacco già impressionante sugli inseguitori. Ma non passa nemmeno un giro che sul Masta Kink si trova davanti la McLaren di Jo Bonnier che procede lentamente, obbligandolo a rallentare e a farsi raggiungere da John Surtees. La cosa lo fa infuriare, tant’è che prova a staccarlo di nuovo nei giri successivi ma l’inglese della Honda non molla la presa.

Amon, furioso per l’episodio, cerca di scappare via di nuovo, ma all’ottavo giro ecco il colpo di grazia: un sasso viene lanciato dalle ruote della vettura di Surtees verso il radiatore dell’olio della 312 di Amon, che viene costretta ad abbandonare la gara mentre era in testa.

Non solo, nelle gare successive anche la Lotus adotterà un sistema di alettoni, mentre la sperimentazione di Forghieri continuava (caMbiando posizione dell’ala posteriore, più avanzata), e i risultati premiarono la vettura di Chapman. Oltre al danno, insomma, anche la beffa, perché nessuna delle 3 pole position conquistate dal ferrarista in quel 1968 si trasformeranno in vittorie, ma solo in delusioni, che faranno di Chris Amon un pilot tanto veloce quanto sfortunato.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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