giovedì, Febbraio 2, 2023

F1 Ferrari, strategia atto secondo

10 maggio 2015 – Enzo Ferrari diceva che in Italia siamo pieni di Ingegneri del lunedì, oggi, come la settimana scorsa, voglio macchiarmi di questo peccato, ma concedermi la libertà di scrivere in questo nostro spazio quello che penso in piena libertà… la massimo cambiate canale ops… pardon sito…

di Antonio Granato  

Sappiamo tutti che nei remote garage dei team di F1 ci sono 50 tecnici e più a studiare le strategie e scegliere i momenti giusti per i Pit, (50 +1 per la Ferrari il tanto decantato Inaki Rueda) ma poi alla fine pure con tutta questa gente gli errori arrivano lo stesso. Ditelo ad Alonso e ricordategli Abu Dhabi 2010.

Ma torniamo ai giorni d’oggi. Dopo aver detto la nostra sul GP del Bahrain (Atto I), dove per allungare un giro lo stint di Raikkonen lo hanno fatto “sverniciare” da Alonso che si sdoppiava (avrà pensato “scemi o geni?”) la Risposta sarebbe potuta essere “no, Rueda”. In Spagna ora (Atto II), ne abbiamo vista un altra di scelta, secondo chi scrive, errata: quella di non aver “marcato” Hamilton in gara. Spiegahiamoci:

Mercedes fortissima certo, un passo di un altro pianeta assolutamente, ma poi in pista Hamilton non riusciva a superare Vettel, effetto dell’aerodinamica disturbata che danneggia pesantemente (troppo ormai) chi segue. E allora perché non marcare Hamilton nel secondo pit, come fatto in occasione del primo?

Si aveva il vantaggio e si era nella condizione di vedere le scelte che faceva l’inglese e replicarle nel passaggio successivo. Vettel avrebbe avuto sempre le stesse gomme (sia di mescola che di giri) di Hamilton e avrebbe potuto difendere la posizione in pista.

Mi è stata fatta da più di qualcuno l’obiezione che con le hard la Ferrari non aveva ritmo; si certo vero, ma se permettete il sorpasso fateglielo sudare a Hamilton… ma questa non è la pista dove è impossibile superare? E allora perché farsi superare al box. Finchè Hamilton stava dietro a Vettel non riusciva ad andare forte, quando non ha avuto più il tedeschino davanti ha preso letteralmente volare! Tempi pazzeschi con le Hard ma era da vedere se fosse riuscito a farli con Vettel davanti e quindi superarlo.

Quello che voglio dire è che su una pista come questa, tenere Vettel davanti ad Hamilton, e replicare la sua strategia, era un tentativo che si poteva fare senza correre troppi rischi. Ma farsi superare con la strategia pensando “tanto fa tre pit”… e si che fa tre pit ma se lo lasci libero prende un vantaggio tale da pittare e rimanerti davanti.

Vabbè avranno avuto i loro motivi, li avranno avuti i 50 tecnici li avrà avuti Rueda, diciamo così.

Scusate se ho detto la mia, cambiate canale, ops sito se volete… oppure commentate sotto.


Antonio Granato
Antonio Granato
F1Tech JO -- Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk -- ex AZ Technical Engineer -- Contributor: http://ilfattoquotidiano.it and ChronoGP -- FIA accredited Twitter: @antoniogranato www.antoniogranato.com

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