F1 | Philippe Bianchi: “Jules non si arrende”

14 ottobre 2014 – Continua il calvario della famiglia Bianchi. A parlare dal Giappone, dove Jules Bianchi è ancora ricoverato, è Philippe Bianchi; ovvero il papà dello sfortunato pilota francese.

Philippe Bianchi parla ancora dall’ospedale di Yoccaichi (Bianchi è ancora ricoverato sotto stretta sorveglianza medica) dove è stato raggiunto dall’inviato della Gazzetta dello sport. Jules è ricoverato ancora per una lesione assonale diffusa che lo ha lasciato in stato di coma dal momento dell’incidente fino ad oggi. Philippe Bianchi ha rilasciato le seguenti parole:

philippebianchi” Il mio Jules vincerà la qualifica della vita. La situazione è disperata e ogni volta che il telefono squilla per noi è un sussulto di paura. Temiamo provenga dall’ospedale. Non si arrende e già questo è un miracolo: nessuno è mai sopravvissuto ad un incidente così grave. Oggi come oggi, per noi è davvero dura. In una settimana la nostra vita è stata distrutta. Cosa e come faremo qui lontani da tutto? Viviamo in un incubo. Magari, quando Jules starà meglio, potremo darci il cambio e trasferirlo nell’ospedale di Tokyo dove sarà più comodo per noi raggiungerlo. Chissà però quando accadrà. Non abbiamo alcuna certezza se non quella di aspettare. Delle volte lo vedo disteso nel letto, senza un graffio. Mi vien voglia di dargli un buffetto sulla guancia e dirgli “Dai cosa fai li disteso? Alzati, Jules, andiamo a casa”. Ma so che ora è impossibile”

Philippe Bianchi, parla anche dell’incidente di Schumacher e sulla sua ripresa trapelata in questi giorni. Parla anche del video dell’incidente che ha scatenato polemiche a non finire:

bianchi2Quando seppi della caduta dagli sci di Schumacher, ci rimasi molto male. Anche io, come molti appassionati, mi chiedevo come mai non veniva diffusa nessuna notizia. Ora che è successo anche a noi, capisco benissimo le esigenze di Corinne e della sua famiglia. Mi continuano ad arrivare domande del tipo: “Come sta Jules Bianchi?” e tutte le volte la risposta è solo una: “Grave ma stabile”. Un giorno sembra un po’ meglio, l’altro un po’ peggio. I medici non si pronunciano, perchè il danno avuto nell’incidente è stato grande ma non sanno come si evolverà. Anche con Schumacher ci sono voluti mesi prima che uscisse dal coma, eppure ho letto che anche Jean Todt spera che possa avere un vita quasi normale. Ecco, un giorno spero di poter dire lo stesso. Il video? Non l’ho ancora visto e nemmeno lo voglio vedere. Diventerei matto a sapere ora come è stata la dinamica e non è il momento. Io e la mia famiglia abbiamo bisogno di concentrare tutte le energie per Jules”. 

#ForzaJules



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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.