F1 | Cosa comporta il fenomeno Verstappen: da Vergne a Vettel
 

 


F1 | Cosa comporta il fenomeno Verstappen: da Vergne a Vettel

21 agosto 2014 – A pochi giorni di distanza da un annuncio straordinario per certi versi, analizziamo le reazioni e le prospettive di coloro che sono direttamente implicati nell’approdo di Max Verstappen in F1. Da Vergne a Vettel passando per Sainz.

Come riportato un paio di giorni fa in tarda serata, Max Verstappen sarà un pilota ufficiale della Scuderia Toro Rosso a partire dal GP d’Australia 2015, prova di apertura della prossima stagione di F1. Il perchè e percome questo annuncio è, per certi versi, diverso dagli altri, lo sappiamo. L’età del ragazzo – 17 anni il prossimo 30 settembre – e le modalità fulminee con cui il Red Bull Junior Team lo ha ingaggiato, sono note. Vediamo però cosa ha suscitato questo annuncio nelle persone più direttamente coinvolte. A parte le ovvie dichiarazioni di Marko e Tost, che si dicono entusiasti di “amministrare” un talento fuori dal comune come quello di Verstappen, è interessante riportare il pensiero di Jean Eric Vergne, di fatto appiedato dai tori:

“La Scuderia Toro Rosso è una buona scuola. Ho imparato tanto. Adesso, però, sono già al lavoro per il 2015. Ho ancora molto da mostrare in F1!”

vergne-buda-2014L’ultima parte della frase è ovviamente la più interessante in quanto c’è la naturale volontà del pilota di trovare un sedile di caratura accettabile per il 2015. La cosa però è tutt’altro che scontata: sul fronte dei top team, essi difficilmente guarderanno ad un pilota di tre anni d’esperienza che ha avuto dei buoni ma non eccellenti risultati in pista. L’occasione per Jean Eric arrivò alla fine dello scorso anno, quando la Red Bull doveva fare una scelta per rimpiazzare Mark Webber, ma alla fine gli fu preferito il suo vecchio compagno di squadra, Daniel Ricciardo;  più plausibile la strada di un team di centro classifica come Force India o Sauber (difficile pensare a Lotus, che dovrebbe confermare i due piloti attuali) a meno che il francese non voglia accasarsi in Marussia o Caterham. Ad ogni modo, per tutti i team sopra citati, sarebbe gradito l’ingaggio di un pilota pagante, con una bella dote di dollari atti a sostenere gli interessi della squadra. Vergne, però, è tutt’altro che un pilota pagante, essendo una risorsa allevata dal vivaio Red Bull e quindi la sua quotazione per la permanenza in F1 potrebbe abbattersi clamorosamente. Un po’ come avvenuto per i suoi predecessori Sebastien Buemi e Jaime Algersuari.

Carlos Sainz Jr. in stallo. La questione Verstappen ha anche dato una brusca fermata alla ricorsa di Sainz Jr. alla F1. Il figlio del compianto ex-rallista, è (o era) il driver più spinto dal Red Bull Junior Team e sicuramente il più quotato ad arrivare a breve termine in F1. Lo scorso maggio avevamo riportato di come lo spagnolo fosse stato molto vicino, almeno secondo le voci dal paddock (leggere qui) ad un sedile in Toro Rosso ma poco più di un mese fa lo stesso Marko frenò gli entusiasmi del ragazzo con una dichiarazione che, col senno di poi, avrebbe lasciato la porta aperta all’approdo di Verstappen (leggere qui per le dichiarazioni di Marko). Da capire, adesso, i risvolti futuri per Carlos che, a meno di vie traverse difficilmente auspicabili, non potrà essere in F1 prima del 2016.

vettel-2014L’implicita conferma di Vettel? In questi mesi han girato tante voci attorno al quattro-volte campione del mondo Sebastian Vettel. In seguito alla più difficile stagione da quando è in F1, attorno al tedesco si è scatenata una vera e propria ressa mediatica per cercare di capire se egli fosse, oppure no, un pilota Red Bull anche per il 2015. Il grande capo, Marko, ha ribato esplicitamente più e più volte che il contratto del tedesco è valido anche per l’anno prossimo. Gli han fatto eco anche Horner e Newey. La questione, per Vettel, però non è cosi semplice: affiancato da un compagno ormai “scomodo” come Ricciardo, il tedesco potrebbe – o avrebbe potuto – seriamente lasciare il team austriaco a patto che quest’ultimo trovi un degno sostituto. E’ nella politica Red Bull “svezzare” i propri talenti in Toro Rosso per poi farli approdare nel team maggiore, proprio come accaduto agli stessi Vettel e Ricciardo quindi, salvo improvvisi cambiamenti di politica ed escludendo l’improbabile ingaggio di un qualche top driver (Alonso?), il fatto che Kvyat – unico pretendente al sedile Red Bull –  sia stato confermato in Toro Rosso al fianco di Verstappen, rappresenta automaticamente la conferma per il tedesco.


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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