giovedì, Febbraio 2, 2023

F1 | Storia: Mansell, primo test Indycar e ritorno in F.1

1 marzo 2014 – “In the winter of ’93, a stranger rode in the town”. Così iniziava il reportage della leggenda del giornalismo automobilistico Murray Walker sul primo test di Nigel Mansell in Indycar. Nigel è fresco di Mondiale piloti 1992 ed è intenzionato a prendere molto sul serio l’avventura americana. Girerà sul tracciato di Phoenix, in Arizona, con la nuova Lola T9300 motorizzata Ford, con un team di assoluto rilievo: la scuderia Newman-Haas, in cui sarà affiancato da Mario Andretti.

mansellindicarparataIl confronto sembra impari, ma Nigel cura questo test nei minimi dettagli; prima fa alcuni giri di pista con una Cadillac, per studiare il tracciato, e poi assiste con attenzione alle operazioni di riscaldamento della Lola-Ford, per poi calarsi nell’abitacolo. La monoposto è dotata, nuovamente, di un cambio manuale, soluzione che nel 1991 la Williams abbandonò per usare il nuovo cambio semiautomatico al volante. Appena si mette in pista fa una cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato, lancia la vettura in una lunga serie di “donuts” a velocità sostenuta, giusto per prendere confidenza con la vettura e allenare i riflessi in caso di situazioni estreme.

Il Leone, quindi, inizia a compiere alcuni giri sotto lo sguardo di Craig Norman sul tetto del motorhome, prima di fermarsi una prima volta in garage, parlare con tecnici e ingegneri, regolare la macchina… e via, si riparte! Il Leone questa volta, però, fa maledettamente sul serio, tant’è che dopo solo 35 giri abbatte il record assoluto della pista, migliorandolo di un decimo! E tutto questo nonostante le difficoltà di adattamento al nuovo mezzo e alla nuova serie. La cosa strabilierà gli ingegneri di pista, anche se non sembrano inizialmente molto convinti delle potenzialità di Nigel in gara.

Verranno presto smentiti, infatti alla prima gara ottiene pole position e vittoria; alla 500 Miglia di Indianapolis, in cui arriverà terzo, verrà incoronato Rookie of the Year, titolo che si aggiudicherà anche per la serie. Mansell, con 121 punti, vincerà il campionato, diventando l’unico pilota della storia a detenere entrambi i titoli contemporaneamente, in F.1 e in Indycar.

mansellwilliams94Conquistato il titolo, a metà 1994 Nigel, appena terminata la gara di Portland, in cui finisce quinto, si invola verso l’Inghilterra, per correre in soccorso della Williams, orfana di Senna ed effettuare un test sul circuito di Brands Hatch, accolto da una immensa folla entusiasta del ritorno del Leone. Dopo alcune difficoltà iniziali nel prendere confidenza con la vettura, Mansell si concentra su alcune prove di partenza ed effettua alcune serie di giri. Con il passare delle ore la confidenza con la vettura cresce e anche i tempi sul giro ne risentono, migliorando di parecchi secondi. Mansell, così, tornerà a mostrare a tutti il suo numero rosso (che sarà il 2) e nel primo Gran Premio dal ritorno, a Magny-Cours, si piazzerà in prima fila alle spalle di Damon Hill, salvo poi ritirarsi e tornare in America per concludere la stagione, in cui terminerà ottavo. Ma il legame con la Williams non si spezza e a fine stagione disputa le ultime 3 gare, regalando ai tifosi l’ultima gioia della vittoria ad Adelaide, chde di fatto consegnerà il titolo alla Williams.

Cristian Buttazzoni
Cristian Buttazzoni
"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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