F1 | I Team Indimenticabili: BAR

19 febbraio 2014 – Terz’ultimo appuntamento dei Team Indimenticabili dedicato ad un team che ha sostituito una scuderia storica della Formula 1 a fine anni 90, ed ha proseguito per 6 anni prima di essere rilevato dalla Honda: la BAR.

La storia della Bar inizia nel 1997 quando il manager di Jacques Villeneuve, e suo ex maestro di sci, Craig Pollock inizia la scalata per l’acquisto della sempre più in crisi Tyrrell, supportato dalle finanze della BAT (British America Tobacco). Il 2 Dicembre del 1997, alla modica cifra di 26 milioni di Sterline, Craig Pollock e la Bat acquistano la Tyrrell da Kenneth e Bob, anche se per il 1998 il nome resterà intatto per non perdere i proventi dai diritti ottenuti dalla FOM. A luglio avviene il passaggio che per molti era naturale. Jacques Villeneuve lascia la Williams e si accorda con la Bar, mentre Pollock ottiene una fornitura di motori Supertec per il 1999. Entrano nella società anche Rick Gorne e sopratutto Adrian Reynard che metterà a disposizione la sua pluriennale esperienza nella progettazione di telai. Come seconda guida arriva Ricardo Zonta, campione del mondo GT in coppia con niente di meno che Klaus Ludwig.

Gli auspici sono buoni e tanti. La Bar 001 viene però, già stroncata il giorno della presentazione. Le livree delle due vetture sono nettamente differenti perchè ricalcano in tutta la loro colorazione due loghi del gruppo BAT. A Jacques Villeneuve viene data la colorazione della Lucky Strike mentre a Zonta la 555. La Fia stronca sul nascere questa trovata pubblicitaria e, nonostante Pollock ricorra a svariati organi, la Bar deve ricorrere ad una livrea unica. Unisce le due colorazioni con una fantasiosa Zip e si guadagna un posto tra le F1 più belle e curiose di tutti i tempi. Peccato che sarà l’unica nota a favore della stagione. Pollock a inizio stagione parla di vittoria come unico obbiettivo, ma i risultati saranno di tutt’altro avviso. Villeneuve ottiene la bellezza di un 11 ritiri consecutivi e deve attendere il Gp del Belgio prima di arrivare al traguardo di un Gran Premio, mentre a Zonta non va meglio. Ironia della sorte, il miglior risultato dell’anno (7° a Imola) viene centrato da Mika Salo che sostituiva Zonta infortunatosi in Brasile. Nel corso della stagione la Bar si accorda con la Honda per una fornitura di motori.

Per il nuovo millennio, in Bar si parla di tabula rasa.Bisogna assolutamente rifarsi dopo un debutto disastroso e l’arrivo dei propulsori nipponici e l’insediamento di personale Honda a Brackley fanno si che la Bar possa raccogliere i primi punti della stagione già al debutto in Australia. La Honda, inoltre, si impegna ufficialmente con la Bar, e non con il marchio Mugen come succedeva in Jordan (con la quale avrà un’aspra rivalità per aggiudicarsi la fornitura di motori), a significare una partnership forte e solida. La Honda si impegna in maniera molto attiva, convogliando alla Bar tutta l’esperienza e i dati raccolti dopo un tentativo di qualche anno prima di entrare in F1 come team e costruttore. Villeneuve ottiene svariati piazzamenti a punti e per 4 volte accarezza il sogno del primo podio mentre Zonta , dopo il primo Gp, si perde nel corso della stagione, ma riesce comunque a riaffacciarsi in zona punti a fine campionato. I risultati del brasiliano non convincono Pollock che ingaggia l’esperto Panis per il 2001.

Alla Bar sono sempre più convinti che il progetto porterà davvero in alto. Villeneuve chiede, e ottiene, di poter correre con il numero 10 anzichè con il numero 9 che li sarebbe spettato, solo perchè invertendoli avrebbe avuto il numero 01 ed era un numero alla quale lui avrebbe dovuto di nuovo farci l’abitudine (.. contento lui..). In Spagna il figlio dell’incancellabile Gilles ottiene il primo podio dopo 3 anni e replica anche in Germania. Panis va a punti in due occasioni soltanto, ma fa pur sempre meglio di Zonta. A fine stagione, la Bar è battuta da una Jordan ormai in caduta libera e quindi i risultati non possono essere di grande soddisfazione.

Il 2002 inizia subito con un colpo di scena. La BAT costringe alle dimissioni Craig Pollock e lo sostituisce con una loro vecchia conoscenza: David Richards. Agli appassionati di F1 il nome di Richards ricorda solo una sfortunata parantesi in Benetton negli anni 90, ma il manager inglese ha ottenuto i migliori risultati nella Prodrive che gestiva le Subaru nel mondiale rally sponsorizzate dalla 555 (marca di tabacco di proprietà della BAT). Arriva Geoff Willis dalla Williams assumendo il ruolo di direttore tecnico e la Bar 004 rappresenta un progetto di transizione in attesa del 2003. La stagione è deludente con solamente 7 punti all’attivo e la diatriba con la Jordan persa per il secondo anno di fila. Nonostante proprio un 5° posto di Sato a Suzuka (davanti a un pubblico in festa come non mai) decisivo per il sorpasso nei costruttori della Jordan sulla Bar, la Honda aveva già comunicato la fornitura esclusiva di motori a partire dal 2003 alla Bar.

Nel 2003 la Bar sostituisce Panis con Button e subito punta sul giovane inglese denigrando sempre di più Villeneuve. L’inglese colleziona una serie positiva di piazzamenti a punti e arriva addirittura a condurre per una manciata di giri un Gran Premio (USA), mentre Villeneuve porta solo 6 punti in due occasioni distinte. Tra il campione del mondo del 1997 e Richards i rapporti sono ormai da guerra fredda, e alla vigilia del Gp del Giappone il canadese viene appiedato a favore di Sato, ex collaudatore. E’ il preludio alla miglior stagione della Bar.

Il 2004 è senza dubbio l’anno migliore per la BAR. Il modello denominato 006 spinto dal potentissimo Honda RA004E colleziona la bellezza di 11 podi (10 con Button uno con Sato) suddivisi in 7 terzi posti e 4 secondi; inoltre Jenson Button ottiene la prima pole della sua carriera e della storia della Bar a San Marino. Nel costruttori la Bar è incredibilmente seconda e non abbiamo paura di dire che senza lo strapotere del duo Ferrari F2004-Micheal Schumacher, oggi parleremo di una Bar campione del mondo quell’anno. In questo momento di grazia, l’unica pecca sta nel fatto che Jenson Button, a sorpresa, firmò con la Williams per il 2005 pur avendo un contratto già attivo con la Bar. Il Motorsport Council annullò il contratto con la Williams e Button fu costretto a rimanere in Bar.I meriti per i grandi risultati di quella stagione vanno dati si alla coppia Button-Sato e alla Honda, ma anche a David Richards che ha creato questo team e sopratutto ha intuito la politica “Ferrari-centrica” della Bridgestone e ha rescisso il contratto che la legava con la casa nipponica per allearsi con la Michelin. Suona quindi sorprendente la decisione della Honda di liquidare Richards ( e la Prodrive) e sostituirlo con Nick Fry dopo che la casa costruttrice aveva acquistato il 45% della società.

Dopo un 2004 così, le premesse e le attese per il 2005 sono tante. L’inizio è disastroso, con la Bar 007 lenta e poco competitiva. Le prestazioni sembrano essere tornate a San Marino quando Button è terzo mentre Sato è quinto, ma un rilevamento sottopeso della vettura costerà la squalifica dall’ordine di arrivo e dalle successive due gare di entrambe le Bar. Dopo la squalifica, la Bar ritorna e appare subito in forma con Button che centra la pole in Canada e, prima della fine dell’anno, porterà a casa due podi e svariati piazzamenti per un totale di 37 punti. A fine 2005 la Bar viene ceduta in toto alla Honda che, non soddisfatta di Sato, lo appieda ingaggiando Barrichello e confermando Button. La Bar sparisce definitivamente dalla Formula 1 a termine di quell’anno.


 

 


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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