F1 | Mika Hakkinen: una carriera legata alla Mclaren

28 settembre 2013 – Nacque 45 anni fa in Finlandia.E’ il pilota più vincente nella storia della Mclaren dopo Senna e Prost. Il suo primo go kart le fu regalato da Henri Toivonen (leggenda mitica del Rally).Michael Schumacher lo ha “eletto” l’avversario più ostico mai incontrato in carriera. Ha rischiato di morire nel 1995 ad Adelaide. Signore e signori, “Hyvää syntymäpäivää” (buon compleanno in finlandese) a Mika Hakkinen.

Mika Hakkinen debutta in Formula 1 nel 1991, al volante della Lotus, appoggiato da Keke Rosberg. Scordatevi la Lotus vincente dell’era Chapman, la Lotus nel 1991 è una monoposto lenta e carica di problemi. Non proprio un ottimo banco di prova per il giovane Hakkinen, ma permette al futuro “finlandese volante” di farsi bene le ossa.

Nel 1992, Mika Hakkinen chiude la stagione all’ottavo posto. Porta a casa la bellezza di 11 punti e due quarti posti che, considerando che è sempre al volante dell’inguardabile Lotus, sono un bottino più che soddisfacente. Hakkinen si attira addosso gli occhi di tutti i team manager della Formula 1.

Nel faldone di offerte contrattuali che riceve il 24enne Hakkinen, per la maggior parte con il ruolo di prima guida, sbuca anche un offerta Mclaren. Il suo status di pilota per la stagione 93 è subordinato alla decisione di Senna. Se Senna corre con la Mclaren, Hakkinen farà da collaudatore. Se Senna lascia Woking, Hakkinen sarà la seconda guida di Andretti. Hakkinen non ci pensa due volte e accetta l’offerta di Dennis. Nel finale di stagione debutta al posto dell’appiedato Andretti e fa subito scintille. Un terzo posto a Suzuka vale la conferma a furor di popolo per la stagione 1994.

Hakkinen approda in Mclaren in uno dei momenti peggiori della storia del team fondato dal leggendario Bruce Mclaren. Nel 1994 i motori Peugeot non vanno manco a prenderli a calci. Nel 1995 arriva la Mercedes che si accorda con la Mclaren per una fornitura di motori (che dura ancora oggi), ma i problemi vengono da una macchina progettata male. Ad Adelaide, nelle prove libere del venerdì, è protagonista di un incidente pauroso che lo lasciò alcuni giorni in coma e che gli lasciò problemi uditivi all’orecchio sinistro che porta ancora oggi. Hakkinen è un’uomo dal cuore impavido, e a dicembre annuncia il ritorno in Formula 1.

Nel 1996 e 1997 la Mclaren migliora e, dopo una sfilza di podi, a Jerez arriva la prima vittoria in carriera per Mika Hakkinen. A fine gara commenterà: “Its only a victory. Nothing else” (E’ solo una vittoria. Niente di più)… Ambè! Se lo dici tu!

Nel 1998, grazie anche all’arrivo di Adrian Newey in Mclaren, Mika Hakkinen conquista la sua prima corona di campione del mondo. La sua Mclaren Mp4\13 è nettamente superiore alla Ferrari F300 di Schumacher e Mika si laurea campione del mondo con ben 8 vittorie, 9 pole position e 13 piazzamenti a punti su 16 gare. Una prova di forza straordinaria.

Nel 1999 la Mp4\14 è veloce ma anche fragilissima. Hakkinen ingaggia un duello lungo tutta la stagione con i due ferraristi. Fino a Silverstone il suo rivale è Schumacher, dopo Silverstone tocca ad un rinato Irvine. Nonostante tanti errori (Imola o Zeltweg) e lacrime (Monza dove disse a fine gara “real man, never cry!” nonostante le immagini lo smentissero), si riconferma campione del mondo. Primo ed unico finlandese bi campione del mondo.

hakkispa2000Nel 2000, Hakkinen è il pilota da battere ma gli inizi sono catastrofici. Due zeri secchi in Australia e Brasile, e la prima vittoria non arriva prima del Gp di Spagna. Una parte centrale di campionato da campione le permette di rifarsi sotto al tedesco della Ferrari. A Spa, in fondo all’infinito rettilineo del Kemmel, compie quello che è considerato da tanti il più bel sorpasso nella storia della Formula 1. Si pianta in scia a Schumacher che scarta all’ultimo all’esterno per doppiare Zonta ma Hakkinen non molla e si butta all’interno passando entrambi con una staccata mozzafiato. Genio e follia che si esprimono attraverso un sorpasso; questa è poesia scritta a 300km\h. Tutto ciò non basta ad Hakkinen che si trova a combattere nel finale di stagione con una Mp4\15 in crisi di competitività e perde il titolo a Suzuka.

Il 2001 sembra l’anno della riscossa, ma tra Mp4\16 e F2001 non c’è partita. Hakkinen vince solo a Silverstone e Indianapolis, mentre a Barcellona avrebbe la vittoria in pugno ma si deve ritirare all’ultimo giro col motore Mercedes arrosto. A fine campionato, dichiara di volersi prendere un’anno sabbatico, ma tutti sanno che Hakkinen dirà basta alla Formula 1. Così sarà.

Mika Hakkinen è stato un grande campione che ha legato il suo nome in maniera quasi amorevole alla Mclaren. Il team di Woking è sempre stato il suo sogno fin dai tempi dei go kart ed è bello pensare che piuttosto che tradire la sua amata “freccia d’argento”, alla fine di un rapporto ormai logoro,con un altra scuderia abbia preferito il ritiro. A Monza il grande Giorgio Terruzzi chiese ad Hakkinen. “Mika, hai pensato ad un tuo futuro a Maranello?”, la risata e l’espressione da “Mi stai prendendo per i fondelli?” parlarono da se. Ancora “Hyvää syntymäpäivää” (leggetelo come vi pare tanto va bene lo stesso) per il tuo 45esimo compleanno Mika Hakkinen!

 


Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.