F1 | Eau Rouge e Raidillon, l’esame più duro per ogni pilota

Spa-Francorchamps, 22 agosto 2013 – Immaginate un rettilineo dopo il tornante della Source, e di fronte a voi un muro. Un muro di 24 m con un dislivello di 240 m dove qualcuno, un giorno, ha pensato, disegnato e costruito le curve più folli, pazze, eccitanti e coraggiose che la Formula 1 abbia mai visto; si chiamano Eau-Rouge e Raidillon.

images eau rougeEsci bene dalla Source, affronta il rettilineo e sali fino in 5 marcia, poi trattieni il fiato. Non avrai neanche tempo per respirare, e ne i tuoi polmoni avranno forza per vincere la tremenda decompressione a 4 G che troverai poco dopo.Aggredisci il cordolo in entrata dell’ Eau-Rouge in quinta marcia, in pieno. Spostati verso destra alla Raidillon e li sfioralo il cordolo perchè se lo aggredisci finisci fuori. Poi esci dalla Raidillon spostandoti a sinistra, ma non troppo. Dopo c’è il Kemmel il rettilineo dove li puoi riprendere fiato. Ma è un illusione che sia finita. Dopo c’è Les Combes, Blanchimont, Pouhon. Altre curve da brivido, da panico, da follia messa su asfalto da affrontare a 300 km\h. Guai a tirare su l’acceleratore a Spa – Francorchamps. Niki Lauda stesso diceva: “Quello che trascorri guidando a Spa è il tempo più ben ripagato nella vita di un pilota“.

C’è ne sarebbe da parlare per ore dell curve che pennellano i boschi delle Ardenne; scegliere la Eau-Rouge e la Raidillon è come entrare nel museo del Louvre e guardare solo la Gioconda. Vale il biglietto ovvio, ma gli altri capolavori devono essere guardati anche loro. Eppure l’ Eau-Rouge e la Radillon, come la Gioconda di Leonardo, ti fanno restare li a fissarle quei 30 secondi in più degli altri, perchè hanno quel qualcosa che nessuna curva ha e mai avrà. Herman Tilke (come si dice a Roma) stacce!

Nate alla fine degli anni  trenta, la Eau-Rouge ha un nome che già da solo incute terrore, dovuto al fiume che scorre li vicino che, per l’alta percentuale di ferro nelle sue acque, ha la caratteristica colorazione rossa, e ne serve tanto di ferro ai piloti per aggredire come si deve la salita. La Radillon, invece, in fiammingo vuol dire “salita rapida”, semplice, come tutte le cose magiche.

Molti piloti negli anni ’70 si appostavano in fondo ai box (i box all’epoca erano dalla parte opposta a dove gli conosciamo ora), e guardavano in cima al Radillon. Se dagli scarichi usciva un ritorno di fiamma, vuol dire che il pilota aveva alzato il piede. Era un onta da evitare assolutamente all’epoca.

Nel 2010 le vetture di Formula 1, potevano addirittura affrontare l’Eau – Rouge e Raidillon con una mano sola, perchè con l’altra attivavano l F-Dutch ma per fortuna tale sistema fu bandito e oggi possono transitarvi in totale sicurezza. A tal punto che, l’anno dopo, Webber superò Alonso all’interno dell’ Eau-Rouge, una manovra da cardiopalma.

L’Eau Rouge e la Radillon, viste dal rettilineo che le precede, sembrano 2 curve disegnate da una mano che voleva dare una tela a chi ha scritto e disegnato, pagine e immagini storiche della Formula 1. Non esistono curve più belle, magiche, spaventose e coraggiose al mondo. L’università dell’automobilismo che è Spa – Francorchamps, spara davanti ai suoi studenti subito 2 esami forti, se non li passi hai la prova d’appello a Les Combes, Stavelot,  Pouhon e Malmedy; ma, proprio come a scuola, il professore di storia dell’arte vuole sapere tutti i quadri del museo al Louvre, ma della Gioconda vorrà sempre sapere qualcosa in più.

 


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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