F1 | Manager italiani ai vertici mondiali

Non è certo casuale che quasi contemporaneamente due manager italiani arrivino ai vertici del “gotha” internazionale con incarichi prestigiosi nel mondo dell’industria e dello sport.

Lo avete capito, certo: si tratta di Luca De Meo e Stefano Domenicali, rispettivamente nuovo Presidente ed Amministratore Delegato del Gruppo Renault l’uno, ed Amministratore Delegato della Liberty Media che gestisce ed amministra la Formula 1 mondiale l’altro.

E non è certo casuale che tutti e due siano appassionati degli sport motoristici. Lo dico con cognizione di causa avendo conosciuto durante la loro carriera queste due perle del managing italiano, anzi mondiale ormai.

Per Domenicali il suo passato ai vertici del team Ferrari in Formula 1 è cosa risaputa… e rimpianta da chi questo ambiente conosce e frequenta.

Per De Meo invece mi sembra giusto far sapere che è sempre stato un grande amante dei Rally, fin da giovanissimo, e che fu lui alcuni anni fa, quando in Fiat era pupillo di Marchionne, a volere e rilanciare il marchio Abarth sia nello sport che come prodotto, oltre che seguire con passione tutto lo sport dei motori. E lo ha dimostrato annunciando, subito dopo il suo insediamento in Renault, il potenziamento delle attività in Formula 1 recuperando anche il mitico marchio Alpine che fu anima e corpo dei Rally anni ’60 e ’70. Lo abbiamo visto tutti ai box della Renault all’ultimo GP di F1 mentre tifava e godeva per il podio conquistato da Ricciardo. Questa è la PASSIONE che vorremmo vedere in Ferrari! Un presidente che va in pista, nei box, e freme con i suoi uomini fino ad esplodere di gioia.

Se oggi dunque ritroviamo questi due personaggi ai vertici di due importanti realtà mondiali ciò significa che la scuola manageriale italiana è di altissimo livello, e che lo sport motoristico è un ottimo percorso per raggiungere traguardi prestigiosi.

Ma c’è un altro aspetto di questi due personaggi che ci piace qui  sottolineare: sono entrambi due persone amabili, disponibili, gentili, oltre che capaci come hanno dimostrato le loro carriere.

E non è certo estraneo alla loro splendida scalata il rapporto umano che hanno sempre saputo mantenere con l’ambiente che li circonda.      


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963