F1 | Russia: Red Bull a doppia faccia

Una Red Bull a doppia faccia è quella che si è vista in Russia per il GP di F1 a Sochi. Come al solito Max Verstappen sopra le aspettative.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

La Red Bull è arrivata in terra russa al GP di F1 di Sochi con la consapevolezza di non poter competere per arrivare a podio. Ed invece hanno ottenuto un secondo posto con Max Verstappen e un decimo posto con Alex Albon.

Max Verstappen come sempre riesce a tirare fuori da questa RB16 più di quanto ci si aspetta. Già al sabato ha ottenuto un secondo posto in griglia con un giro di qualifica pressoché perfetto. Anche se il venerdì nella simulazione del passo gara, il gap con le Mercedes era significativo e non c’era molta speranza di poter ambire al podio. Ma la F1 è anche determinazione e audacia. E Max Verstappen sembra un pilota forgiato in altri tempi della F1. In pista, nonsotante una partenza così così, ha saputo mantenere un ritmo e controllare le gomme fino alla fine, tanto da portare la sua Red Bull al secondo posto.

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Alex Albon invece ha dovuto scontare la penalità in griglia di partenza per la sostituzione del cambio, partendo in quindicesima posizione. Per lui è stato un GP di F1 in salita fin da subito. Ha dimostrato anche nelle altre gare di essere un ragazzo che sa tenere duro anche nelle situazioni difficili e portare a casa il suo. Alex Albon ha dichiarato che la sua gara è stata soprattutto costruita per limitare i danni, visto che si ritrovava nelle retrovie. Alla fine porta a casa un solo posto arrivando decimo.

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Abbiamo visto una Red Bull a doppia faccia nel GP di F1 in Russia. Una Red Bull che ha saputo osare per competere con i primi ed ottenere un podio storico (prima volta sul podio per la Red Bull qui a Sochi), ed un’altra Red Bull più conservativa che ha voluto solo portare in porto il GP di F1 ed arrivare alla fine contenendo gli eventuali danni.

Certo il vantaggio che hanno sugli altri team per il secondo posto per il campionato costruttori di F1 inizia ad essere consistente, però se iniziassimo ad accettare che in F1, nonstante le Mercedes, si corra senza provare a vincere, stravolgeremmo questo sport, ancora di più di quanto non lo sia.


Federico Caruso

Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.