F1 | Binotto: “2020, piloti alla pari ma prima viene il team!”

Non è stata una convivenza facile quella delle due stelle del Cavallino ma Binotto, per il 2020, è convinto che con pochi accorgimenti gestionali si possa raggiungere tutti insieme l’obiettivo ultimo della vittoria.

| di Raffaele Caputo

E’ tempo di bilanci di fine anno in casa Ferrari. Mattia Binotto ribadisce che la coppia dei piloti della Rossa non è una coppia destinata a scoppiare, anzi la ritiene la migliore del lotto.

Il Team Principal della Scuderia a margine della tradizionale cena di fine stagione ha illustrato la sua volontà di agire nel più classico dei modi riguardo la gestione dei due Cavallini.

Entrambi avranno quindi la possibilità di conquistare la posizione di prima guida ma non saranno più tollerati i “colpi di testa” che hanno caratterizzato alcune fasi della stagione.

“L’anno prossimo, almeno all’inizio, i piloti saranno liberi, ognuno ha le sue ambizioni, è giusto che sia così”

La memoria va subito al Gran Premio del Brasile e allo scontro che ha portato al ritiro di entrambi: difficile garantire che quanto successo non accadrà mai più ma ci sarà maggior chiarezza sulle regole d’ingaggio.

E’ una dichiarazione importante che apre a scenari diversi per le prossime stagioni. La Ferrari chiederà ai suoi piloti di rispettare queste nuove regole ma potrebbe anche chiedere che queste nuove regole vengano messe nero su bianco e tramutate in pesanti clausole contrattuali.

Immaginare uno scenario del genere considerato il momento e le due personalità di Vettel e Leclerc è difficile ma tutt’altro che impossibile.

L’unica cosa che Binotto garantisce è che entrambi partiranno alla pari, com è giusto che sia, liberi di esprimersi e lottare per l’obiettivo Campionato del Mondo Piloti.

La Ferrari ha però nella monoposto il suo tallone d’Achille. Se la vettura fosse talmente veloce da poter lottare per la vittoria su ogni circuito esisterebbe il problema gestione piloti ma non ci sarebbe l’ossessione di raggiungere un avversario ad ogni costo, tornando ad impiegare pienamente energie e risorse sull’unico aspetto che conta, cioè lo sviluppo.

L’impressione è che sia il Tedesco che il Monegasco vogliano primeggiare all’interno del Team così da poter contribuire maggiormente allo sviluppo della macchina e adattarla alle proprie caratteristiche.

La crescita di Vettel nella seconda parte di stagione in concomitanza con gli aggiornamenti portati in pista a Singapore testimoniano che la fiducia nel mezzo può ancora determinare le gerarchie.

Da non sottovalutare quanto accaduto durante il Gran Premio del Messico: Leclerc in testa e davanti al suo compagno di squadra viene richiamato ai box per effettuare la sosta e coprire Albon; Vettel resta in pista e con una sosta in meno chiuderà la gara secondo dietro ad Hamilton.

A fine gara Leclerc commenterà a caldo le scelte del suo muretto box affermando che da quel momento in poi sulle strategie dovrà essere più deciso.

Gli errori commessi nella decisione e comunicazione degli ordini di scuderia dovranno essere assolutamente evitati perché l’incertezza genera nei piloti la voglia di prendere l’iniziativa e genera negli avversari la convinzione di avere a che fare con un avversario debole, facile da attaccare nelle strategie.

Ed è in questo aspetto che la Scuderia Ferrari deve aiutare Leclerc nella crescita.

Al contrario Binotto sente Vettel pienamente coinvolto nel progetto Ferrari, anzi non crede assolutamente che le voci di contatti con Hamilton destabilizzeranno il tedesco.

“Come Ferrari, abbiamo la fortuna che tanti piloti vogliono far parte della squadra, quindi credo che siamo privilegiati in questo”

Vettel ha però già affermato più volte che solo nel caso in cui i Regolamenti Tecnici 2021 siano allettanti e interessanti sarà disposto ad ascoltare eventuali proposte tecniche.


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