F1 | Ferrari: 2020 la gerarchia piloti per vincere

Con il ritorno di Vettel sul podio nelle ultime gare, la Ferrari dovrà valutare le gerarchie interne per il 2020. Leclerc con le sue sette pole position, e ancora tre GP da completare, non vorrà sicuramente essere messo in secondo piano.

di Federico Caruso

La Ferrari da quando ha portato in Belgio il suo pacchetto di upgrades, ha messo in seria difficoltà la Mercedes, iniziando a competere su ogni circuito. Fino a quel momento le frecce d’argento eseguivano assoli ogni domenica di gara, con solo due sviste a favore della Red Bull, sui circuiti d’Austria e Germania.

Iniziare a competere, iniziare a vincere, ha portato anche dei grandi dubbi sul futuro delle gerarchie dei piloti Ferrari.

Il “predestinato” Leclerc ha scombinato i piani della dirigenza, sia per la fine del campionato di quest’anno, ma soprattutto per quelli dell’anno prossimo.

La classifica attuale dice: Leclerc 236 punti, Vettel 230 punti.

Sono solamente sei punti di distacco, ma per un quattro volte campione del mondo, essere dietro ad un ragazzo di ventidue anni, al suo secondo anno in F1, di certo non lo aiutano a stare tranquillo per la prossima stagione.

Analizzando più approfonditamente i risultati del 2019, fino all’ultimo GP disputato in Messico, ci suggeriscono che la vera prima guida non è il tedesco, e non solo per una questione matematica di punti.

Charles Leclerc nonostante sia partito per ben sette volte in pole position, ha vinto solo due GP, soprattutto grazie a scelte non proprio chiare e condivisibili da parte del muretto Ferrari.

Sebastian Vettel invece, partito solo due volte in pole position, ha vinto solo una gara, tra l’altro, quando partiva in testa il suo compagno di squadra.

La differenza di vittorie è minima, ma la differenza di prestazioni è abissale tra i due piloti Ferrari.

Molte volte Leclerc ha messo in discussione l’operato Ferrari dai box. E in tutte quelle volte, Leclerc è stato redarguito per mancanza di rispetto per il team, per mancanza di esperienza su come parlare davanti alle telecamere, e di tutte quelle cose che danno fastidio, se dette da un “ragazzino”.

La verità è che quel “ragazzino” molte volte si è trovato ad inseguire, quando invece partiva che erano gli altri a dover rincorrere.

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Leclerc ha riconosciuto i suoi errori, ha chiesto scusa per quelli, ma ha anche preteso spesso spiegazioni sulle decisioni non proprio chiare della Ferrari durante le gare, che almeno a mezzo stampa, non sono mai arrivate, o sono arrivate in parte, o che comunque non hanno mai convinto fino in fondo.

Il dubbio che sorge è che la Ferrari non fosse pronta allo sbocciare di un pilota giovane così competitivo.

Nel passato era sempre stata chiara quale fosse la prima guida, e chi la seconda.

Anche quando arrivò Felipe Massa in Ferrari, e il quasi mondiale vinto (o perso), era ben chiaro quali fossero le gerarchie dei piloti della rossa.

Si potrebbe addirittura pensare per assurdo che la Ferrari, viste le prestazioni della SF90 da SPA Francorchamps in poi, non voglia far vincere Leclerc per non creare un problema interno per il prossimo anno? Beh forse questa è fantascienza, ma qualcuno della prima Repubblica diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. 

Certo è, che oltre ai risultati in pista, c’è da considerare anche l’aspetto economico, non solo dell’ingaggio, ma anche degli sponsor.

Il mega ingaggio di Vettel, e gli investimenti degli sponsor che porta con sé, ad oggi, garantiscono a lui il ruolo di prima guida Ferrari.

Un futuro lontano da Maranello, poi, è da considerarsi improbabile, se non impossibile.

Sebastian Vettel dichiara sempre che lui vorrebbe essere il futuro campione del mondo Ferrari. E di certo, Vettel non è mai stato uno che ha finto davanti ai microfoni. Gli crediamo quando lo dice con gli occhi pieni d’emozione. Lui è davvero un ferrarista. Questo non si mette in dubbio.

Però una grande squadra deve saper prendere anche decisioni difficili. E la scuderia di Maranello in questo momento dovrà sicuramente pensare a come risolvere il problema Vettel-Leclerc.

La necessità di avere una prima ed una seconda guida saranno fondamentali per ambire alla vittoria nel 2020, adesso che la monoposto sembra essere competitiva. In Mercedes lo sanno bene. Hamilton viene sempre affiancato da seconde guide.

Ormai mancano solo tre GP alla fine del campionato. Staremo a vedere chi in classifica sarà davanti tra Vettel e Leclerc, e chi probabilmente sarà la prossima prima guida Ferrari.

Ma le prestazioni in pista, come abbiamo visto altre volte, in altre occasioni, non sono l’unico parametro su cui vengono prese le decisioni da parte dei team.

Il dio denaro, è ancora l’incontrastabile ago della bilancia.


Federico Caruso

Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.